«Continueremo a investire per la sicurezza»

Ciò che ieri il sindaco Silvia Altran ha chiesto a Massimo Tiberga, responsabile del settore termoelettrico di A2a, è quanto i cittadini, una volta venuto a galla l’illecito traffico di rifiuti, si...

Ciò che ieri il sindaco Silvia Altran ha chiesto a Massimo Tiberga, responsabile del settore termoelettrico di A2a, è quanto i cittadini, una volta venuto a galla l’illecito traffico di rifiuti, si stanno domandando. E cioè: si è corso un pericolo? Banalmente, abbiamo respirato aria “sporca”? Tiberga lo ha voluto dire chiaramente: da un anno a questa parte, cioè da quando la società milanese ha sporto denuncia (dicembre 2010) l’attenzione sui combustibili è stata massima, potenziata dal rafforzamento dei controlli. Non solo: gli stessi meccanismi di funzionamento della centrale e dei dispositivi presenti dal 2009 (desolforatore) hanno scongiurato, a detta di A2a, l’eventuale emissione nell’atmosfera di sostanze potenzialmente inquinanti. «Sono stati aumentati - ha chiarito il vertice di A2a, giunto da Milano - i controlli sui carichi di ingresso e in diversi casi, davanti al minimo sospetto, si è provveduto a rifiutare l’accesso. Sono stati altresì monitorati i parametri al camino con i cosidetti Toc, acido cloridrico e acido floridrico, ovvero dei marcatori di sostanze inquinanti: così, nel caso fossero state presenti elementi nocivi nelle biomasse ne avremmo avuto evidenza. Di più: le temperature delle caldaie nella centrale termoelettrica di Monfalcone (1200°, ndr) sono tali che, dovesse eventualmente essere presente della diossina, questa si dissocerebbe, cioé non esisterebbe più». «Infine - osserva - da due anni è attivo un desolforatore che, per tipologia di reazione chimica innescata, ha la capacità di abbattere sostanze nocive». A2a ha ricordato come la truffa si basasse sulla fornitura di sostanze con un inferiore potere calorifico, ma pagate di più rispetto al loro reale valore, di qui il danno economico patito dall’azienza. A2a intende investire nella centrale di Monfalcone, non coinvolta nelle trattative con Edison, e dà piena disponibilità alla creazione dell’Osservatorio ambientale. (t.c.)

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