Coppia di rondini “domestiche” in taverna La magia si ripete da quattro primavere

I due esemplari tornano puntuali in aprile nella casa di Grazia a Prosecco: «Lì la notte lascio il riscaldamento acceso» 
Laura Tonero

la storia



Una coppia di rondini, da quattro anni, trova riparo nella taverna di una casa di Prosecco. E si sta di fatto “addomesticando”. La signora Grazia, la padrona di casa, ormai le attende all’inizio della primavera, e come per incanto, ad aprile, fanno capolino, andandosi a sistemare, quando fa ancora freddo, negli spazi al calduccio a loro riservati nella casa carsolina. «Dalla taverna si accede anche alla casa – spiega Grazia – quindi la sera, o quando siamo fuori, l’accesso alla taverna per sicurezza lo chiudo, e non ci sono finestre da poter lasciare socchiuse. Questo le ha spinte gli anni scorsi a nidificare all’esterno, perché scelgono luoghi sempre raggiungibili». Grazia racconta che «arrivano all’imbrunire, si sistemano sulle travi in legno del soffitto, e poi al mattino, quando apro la porta, svolazzano nel giardino, lavorando per ore alla preparazione del nido e alla caccia di insetti per sfamarsi». La sensibilità di Grazia per queste due creature la spinge persino a «lasciare il riscaldamento acceso in quella stanza pure le notte»: quel tepore, nei giorni scorsi, quando a Trieste è scesa persino la neve, ha dato conforto alle due rondini.

Quando depongono le uova, e durante la cova, a trovare riparo nella taverna di Grazia è solo il maschio. «Quando invece le uova si schiudono e appena i piccoli spiccano i primi voli – racconta sempre la padrona di casa – la coppia in qualche modo me li “presenta”, facendo grandi giri nel mio giardino: è una gioia immensa vederli». Nella zona sono tante le rondini a svolazzare nel cielo: «A settembre, sulle corde che uso per stendere il bucato, prima della loro partenza alla volta di paesi più caldi ne conto in fila anche una quarantina, ma solo quella coppia entra nella taverna, e quello ormai è il loro rifugio anche nelle giornate di forte bora». Una magia che si ripete anno dopo anno, e che conferma come gli uccelli migratori come le rondini, i balestrucci o i rondoni siano abitudinari: tendono a tornare sempre nel luogo che hanno lasciato la primavera precedente e addirittura vanno alla ricerca dello stesso nido.

«Il freddo di questi ultimi giorni ha messo a dura prova le nostre preziose amiche rondini», spiega Silvana Di Mauro, presidente dell’Associazione Liberi di Volare: «Giunte esauste, dopo un viaggio di 14 mila chilometri dai paesi di svernamento africani, all’imbrunire cercano riparo, e varie segnalazioni a tal proposito ci giungono da abitanti del Carso che raccontano di rondini alla ricerca di un rifugio dal freddo». Di Mauro l’altro giorno ha fatto un sopralluogo nella casa di Prosecco: «Abbiamo deciso di sistemare uno dei nostri nidi artificiali in prossimità della taverna – riferisce la presidente – in un luogo riparato, all’ingresso, per agevolare la nidificazione e offrire un posto sicuro a quella coppia». A livello europeo si è registrata una diminuzione del 40% nelle popolazioni di rondini negli ultimi 20 anni, con una scomparsa di circa sei milioni di coppie. Secondo la Lipu, sono circa 15 milioni le coppie di rondini che nidificano in Europa e, di queste, quasi un milione sceglie l’Italia. Nelle poche stalle rimaste sul nostro Carso, luoghi prescelti da questi uccelli passeriformi per nidificare, i censimenti raccontano di una riduzione dei nidi pari al 70%. Sotto il tetto di una “casa” per le mucche anni fa si ospitavano dai 10 ai 15 nidi, oggi se ne contano forse quattro o cinque, di cui uno o due abitati.—



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