Coppia spacciava in città lui era il capo ed è in cella lei obbligata alla firma

Dirigeva assieme alla compagna un traffico di droga organizzando gli approvvigionamenti dal napoletano e poi provvedeva a spacciare la merce attraverso i suoi “cavalli” a Monfalcone e nella zona del goriziano. È finito in manette un campano di 38 anni, M.T. residente da diversi anni a Monfalcone che poi è stato tradotto in carcere. Ed è finita nei guai anche la sua compagna, anche lei di 38 anni e di origini campane, che è stata denunciata e sottoposta all’obbligo di firma in Polizia giudiziaria. Secondo la polizia che ha condotto le indagini nell’operazione soprannominata “Lotar” l’uomo è un pluripregiudicato «profondo conoscitore del tessuto monfalconese» e avvalendosi di una fitta rete di contatti «a lui legati anche da vincoli familiari», dirigeva l’illecito traffico di droga, aiutato dalla compagna, organizzando anche i rifornimenti dal napoletano tramite corrieri e lo smercio su piazza con i i cosiddetti “cavalieri”.
L’operazione Lotar in realtà, iniziata nell’autunno 2018, si è sviluppata da una costola di un’altra indagine denominata Welfen (condotta dagli uomini del Commissariato di Polizia di Monfalcone tra il 2017 e il 2018) che si era concluso con l’arresto di 5 persone, la denuncia di un’altra decina di soggetti e il sequestro di un chilo di cocaina, uno di hashish e di una pistola revolver.
Il primo riscontro investigativo, spiega la nota della Questura, si è avuto lo scorso 5 gennaio quando è stato arrestato un altro pluripregiudicato campano di 34 anni, sempre residente a Monfalcone, M.E. le sue iniziali, mentre trasportava a bordo della sua auto, al rientro dalle sue vacanze natalizie a Napoli, ben 6 chili di hashish e 100 grammi di cocaina, tutta droga destinata allo spaccio a Monfalcone. Qualche giorno dopo è stato arrestato un quarantenne, L. T. le iniziali, residente a Monfalcone, fermato con 20 grammi di cocaina al rientro dalla Slovenia. L’uomo era il fratello di M.T. e da qui è partito il nuovo filone di indagine per capire chi gestiva la rete di spaccio. —
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