Cormons, prove di staticità con i camion lungo il cavalcavia di via Judrio

CORMONS. Una perizia di staticità sul cavalcavia di via Judrio, chiuso alla viabilità ormai da quasi tre mesi, determinerà la tenuta della struttura di Cormons.
L’operazione, che ha visti coinvolti diversi mezzi pesanti andati a posizionarsi sulla carreggiata stradale per verificare le condizioni di sicurezza del ponte ferroviario, è stata svolta da un’impresa incaricata da Rfi.
A confermare l’operazione è stato il sindaco di Cormons Roberto Felcaro. «Sì, in questi giorni si sta svolgendo la perizia sul manufatto da parte di Rete ferroviaria italiana: va verificato che non ci siano problemi di natura statica. In base al risultato che verrà elaborato passeremo ad un’ulteriore fase di valutazioni, senza dimenticare che vi è in piedi ancora una vertenza amministrativa sull’argomento».
Ora dunque c’è da attendere i risultati delle prove svolte l’altra sera e bisognerà capire quali saranno le novità. Va da sé che se dovessero emergere problemi di staticità, l’inutilizzo del cavalcavia proseguirebbe con la necessità di mettervi mano per riportarlo a condizioni di piena sicurezza.
Nel caso contrario - l’opzione da tutti auspicata -, si procederà invece ad altre analisi che certifichino il buono stato di salute della costruzione, e se anche le ulteriori verifiche dovessero dare risultati positivi allora potrebbe diventare possibile una riapertura del tratto stradale con tempistiche più brevi. In ogni caso il sindaco Felcaro è soddisfatto delle operazioni che si stanno svolgendo in questi giorni.
«Il primo effetto, indiscutibile, è che per la prima volta ci saranno dei documenti che stabiliscono in modo chiaro se il cavalcavia ferroviario sia sicuro o meno - osserva il primo cittadino cormonese -. In base a questi incartamenti che avremo, potremo procedere in un senso o nell’altro».
Al momento, dunque, non si posso ancora conoscere le tempistiche. Non può essere chiaro “se” e “quando” il cavalcavia di via Judrio potrà diventare nuovamente percorribile. Prima bisogna conoscerne l’effettivo stato di salute della struttura. Solo con pareri tecnici e perizie che confermino pienamente la sicurezza del manufatto il Comune potrà riaprire il traffico sul cavalcavia.
Il blocco è in vigore dallo scorso 23 gennaio. Allora l’amministrazione Felcaro fece chiudere il passaggio a causa della caduta di intonaco e calcinacci nella parte sottostante al cavalcavia. Immediate furono le richieste di chiarimenti agli enti che sono coinvolti nella sicurezza del manufatto.
La struttura passa sopra la linea ferroviaria Udine-Gorizia-Monfalcone-Trieste, considerata quindi l’importanza della tratta, una valutazione andava fatta anche da Rfi che, appunto, in questi giorni sta svolgendo la propria perizia.
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