Corubolo si fa da parte e striglia la città: «Ma i goriziani meritano ancora l’Ugg?»

«L’Ugg è stata fondata a Gorizia ed è di Gorizia, ma i goriziani meritano ancora l’Ugg?». È una domanda amara quella che si fa, e di fatto lascia sospesa come riflessione per la città, l’avvocato Mario Corubolo, che da questa sera sarà l’ex presidente dell’Unione Ginnastica Goriziana. Già, perché nel tardo pomeriggio di oggi (alle 18 in prima convocazione, alle 18.30 in seconda) negli spazi della storica società sportiva di via Rismondo si svolgerà l’assemblea ordinaria chiamata a rinnovare il consiglio direttivo. E Corubolo, da una decina d’anni tra i dirigenti del sodalizio, non si ricandiderà. «Perché dopo tanto tempo c’è bisogno di linfa nuova nella società – spiega -, e perché credo che la mia uscita possa fare bene all’Ugg, visto che ho il sentore che, magari per qualche malinteso, la mia figura non sia gradita a qualcuno al di fuori della società, e dunque possa rappresentare per questa un peso».
Di più, in tal senso, Mario Corubolo – che è entrato nel direttivo dell’Ugg nel 2009 facendo da vice all’allora presidente Giorgio Stabon, per poi sostituirlo dal 2010 al 2013, tornare vicepresidente nel quadriennio successivo ed essere nuovamente nominato presidente dal 2017 ad oggi – non dice, ma nel suo commiato tiene a togliersi qualche sassolino dalla scarpa e a lanciare un segnale forte alla città e al suo mondo sportivo, spiegando che così come è andata sin qui, a suo parere, non si può continuare.
«Io ho avuto l’orgoglio e la fortuna di essere il presidente di questa società nell’anno del 150° anniversario di fondazione – ricorda Corubolo -, e nel discorso che tenni nell’occasione di quella festa ringraziai i goriziani per quello che hanno fatto per l’Ugg. Oggi però mi viene da chiedere se la città sia ancora al fianco della società, così come del mondo dello sport in generale. In questi anni, pur tra tante difficoltà, abbiamo raggiunto un equilibrio economico che ci permette di chiudere i bilanci senza passivi. Dal punto di vista sportivo, invece, sono deluso perché ero convinto ci fosse la possibilità di un effettivo rilancio dello sport goriziano, lavorando tutti assieme. Ma così, fino ad ora, non è stato».
E cosa servirebbe allora all’Unione Ginnastica Goriziana? Corubolo guarda su due fronti distinti, quello istituzionale e quello delle associazioni sportive. «Per ciò che riguarda le istituzioni, seppur a fasi un po’ alterne, ci sono state vicine in tutti questi anni – dice il presidente uscente dell’Unione Ginnastica Goriziana -, ma sarebbe fondamentale un cambio di mentalità. Non servono più piccoli contributi a pioggia per l’attività ordinaria, e contributi più consistenti a singoli progetti o eventi che finiscono per scatenare una competizione tra poveri. Se è vero, come dicono tutte le statistiche, che lo sport svolge un ruolo fondamentale perché abbatte la spesa sanitaria, perché le istituzioni non investono veramente nello sport, sostenendo in modo concreto e continuativo l’attività di quelle realtà strutturate che effettivamente svolgono un ruolo sociale all’interno della comunità?».
Poi ci sono come detto i rapporti tra le società sportive. Troppe, in una realtà piccola come Gorizia, e destinate a farsi la “guerra”, senza costrutto. «Sia chiaro che io non voglio dare lezioni a nessuno, ma propongo un mio punto di vista, dettato dall’esperienza di questi anni, in cui i tentativi di collaborazione sul territorio sono stati infruttuosi – dice Corubolo -. E questo perché l’approccio alle sinergie non è stato dettato dall’interesse a favorire l’attività sportiva in sé, ma dall’interesse a favorire l’attività societaria. Ovvero una società collabora con un’altra nell’ottica di ricavarne poi un qualche ritorno. Finché la situazione sarà questa, secondo me si continuerà a sopravvivere, magari, ma non ci potrà essere un vero rilancio dello sport in città, che si parli di basket o altro».
Idee, queste, che potrebbero essere riprese dal successore di Corubolo, che verrà nominato in seno al nuovo consiglio direttivo. Una parte di quello uscente lascerà assieme al presidente, altri resteranno. «A loro va ovviamente il mio migliore in bocca al lupo – conclude l’avvocato goriziano -. In questi anni abbiamo posto le basi per continuare a tenere in vita la tradizione dell’Ugg, ma servirà rimboccarsi le maniche perché non tutte le problematiche sono ancora risolte». —
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