Costa Azzurra, la spiaggia che riscalderà Grado

di Antonio Boemo
GRADO
La “spiagia vecia” (così è ancora conosciuta) è quella della Costa Azzurra. In realtà è la spiaggia più recente di Grado. Si è formata a partire dagli anni Quaranta-Cinquanta per effetto dei movimenti marini, i quali hanno provocato lo spostamento della sabbia dalla zona Barbacale (Pineta) e dalla spiaggia principale e che gradualmente si è addensata davanti alla dighetta della Costa Azzurra. Fino a quel momento la diga altro non era che un muretto di pietre e massi lambiti dal mare. Come si nota dalle foto a destra, in 60-70 anni la fisionomia è completamente cambiata. Ora c’è un lido sabbioso a dire poco enorme, utilizzato solamente in parte dai quattro stabilimenti balneari esistenti (tra i due stabilimenti c’è lo spazio lasciato libero dal Comune per l’Ospizio Marino: servirà ancora?).
La parte retrostante dell’arenile, decisamente molto ampia, è invece desolatamente vuota ma piena di sabbia. Certo qualcuno ci va anche a prendere il sole, c’è anche la rete di pallavolo ma soprattutto crescono, in particolar modo verso la scogliera, cespugli, piante ed erbacce di ogni genere. Come riqualificare l’area? Si conoscono alcune ipotesi e una certezza. La prima ipotesi era stata proposta dall’associazione Noi Cittadini, che avrebbe voluto impiantare diversi alberi in modo da creare una sorta di pinetina, tanto da indire una raccolta specifica di fondi. Fino ad ora, però, l’associazione ne ha impiantati solo alcuni in centro mentre per la Costa Azzurra non se ne parla ancora in quanto per creare questa nuova area verde i problemi non mancano, legati anche al fatto che per metterli a dimora è necessario eliminare la sabbia esistente e portare tonnellate di terreno idoneo.
L’altra ipotesi emersa era che la parte che va a confinare verso la scogliera potesse venir trasformata in parcheggio, ma questa amministrazione comunale non pare avere le medesime idee. Per terza, ed è una certezza, nella spiaggia della Costa Azzurra è stata effettuata una importante perforazione per trovare l’acqua calda. Da qui partirà, pertanto, la distribuzione della stessa verso gli edifici pubblici. In origine alla Costa Azzurra quando non c’era ancora il terrapieno che oggi corre lungo quella che poi è diventata via Milano, di sabbia ce n’era davvero molto poca. Fino a prima li si andava a raccogliere vongole e capelunghe. Come sempre c’è voluta l’intuizione di una persona per far decollare il tutto. Un chiosco-stabilimento dei pionieri della zona, la famiglia Marin, è sorto, infatti, proprio verso la zona della scogliera. Nella parte iniziale dell’area inoltre c’era una sorta di campeggio sicuramente non regolamentato, che veniva chiamato Camping Costa Azzurra. Lungo la scogliera che delimita il canale d’accesso a Grado è ubicato da diversi anni anche il nautofono che si mette in moto automaticamente per segnalare la presenza di nebbia (doveva venir spento ma fortunatamente, dopo le proteste che c’erano state, è ancora attivo). Accanto alla stessa scogliera partendo proprio dal nautofono in direzione del Jolly Bar-Costa Azzurra, sul lato verso il canale c’è una parte del nauthotel di Porto San Vito con una rete di protezione piuttosto rovinata.
(segue)
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