Costi della politica: la Regione Fvg salva le Province

Dalla bozza della commissione sparisce l’abolizione degli enti. Riviste solo le competenze che diventeranno consultive
Di Marco Ballico

TRIESTE. È il giorno dei tagli alle Regioni, rapido effetto del caso Lazio. Vanno ridotti assessori e consiglieri regionali, un nuovo “zac” alla periferia dopo la cancellazione di molte Province. Nel decreto legge approvato a tarda sera dal consiglio dei ministri, c’è pure la norma che dimezza i finanziamenti ai gruppi, oltre a un allineamento al ribasso delle indennità degli eletti. Ma, mentre a Roma si prendono in mano le forbici, nello “speciale” Friuli Venezia Giulia c’è il paletto dello statuto. Una difesa che consente alla Regione di pensare in proprio su consiglieri regionali e Province. Il taglio degli eletti da 59 a 49, dopo l’ok della Camera di due giorni fa, è a metà strada. E pure il futuro delle Province è scritto ora nero su bianco: una bozza di 11 articoli, frutto del lavoro della “commissione Pedicini”, iniziata a circolare tra i consiglieri. Una bozza che degrada le Province ma non le cancella. Ricordato all’articolo 1 l’obiettivo «di migliorare i livelli di funzionalità, economicità, efficacia, efficienza dell'azione amministrativa e riduzione della spesa pubblica», il testo istituisce, «alla scadenza naturale del mandato elettorale», quattro Province: Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia.

Tutto come prima? Nominalmente e territorialmente sì. Le nuove realtà gestiranno però solo «funzioni consultive e onorifiche» sulle materie di competenza delle attuali Province (pianificazione territoriale, tutela dell’ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto, istruzione, edilizia scolastica, mercato del lavoro). Mentre le funzioni amministrative, «comprese quelle già assegnate da Stato e Regione», sono trasferite ai servizi delle direzioni centrali «entro sei mesi dalla scadenza del mandato elettorale, previa delibera di giunta adottata sentito il Commissario di riferimento e su proposta dell’assessore alle Autonomie locali». I rapporti di lavoro con il personale? Nelle mani della Regione, che incasserà, tramite Fvg Strade, anche il demanio stradale, addetti compresi. Quanto agli organi, l’articolo 3 prevede presidente, vicepresidente e assemblea provinciale costituita dai sindaci del territorio compreso nei confini di oggi. Presidente e vice sono nominati dall’assemblea che sceglierà l’amministratore locale più anziano e quello più giovane. Poi, con cadenza bimestrale e a rotazione, assumeranno il ruolo altri sindaci. A traghettare le Province verso il nuovo corso saranno quattro Commissari, «preferibilmente» i presidenti uscenti. Il loro incarico durerà al massimo un anno.

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