Covid, il Fvg ha il 2° miglior dato al Nord: da fine lockdown 11 infetti ogni 10 mila residenti

Dal primo malato nell’isontino, il 29 febbraio, al 17 maggio, si erano contati 3.191 positivi con un rapporto di 26 su 10.000 abitanti. Nella fase 2, fino a sabato scorso, invece 1.389 
Ultrastructural morphology exhibited by coronaviruses, the spikes that adorn the outer surface of the virus, which impart the look of a corona surrounding the virion, when viewed electron microscopically, this coronavirus, named Severe Acute Respiratory Syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2), was identified as the cause of an outbreak of respiratory illness first detected in Wuhan, China in 2019, the illness caused by this virus has been named coronavirus disease 2019 (COVID-19).
Ultrastructural morphology exhibited by coronaviruses, the spikes that adorn the outer surface of the virus, which impart the look of a corona surrounding the virion, when viewed electron microscopically, this coronavirus, named Severe Acute Respiratory Syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2), was identified as the cause of an outbreak of respiratory illness first detected in Wuhan, China in 2019, the illness caused by this virus has been named coronavirus disease 2019 (COVID-19).

TRIESTE In Friuli Venezia Giulia, dalla fine del “lockdown”, hanno contratto il coronavirus 11 residenti ogni 10.000. In sostanza, poco più di una persona su mille. È il dato più basso del Nord fatta eccezione per la Valle d’Aosta. In una regione in cui la pandemia era rimasta sotto controllo pure nel periodo delle restrizioni più rigide, il ritorno alla vita sociale non ha comportato dunque un’esplosione di casi. La fase 1, quella delle giornate da passare obbligatoriamente quanto possibile a casa, è durata 68 giorni, dal 10 marzo al 17 maggio. Secondo l’Istat, il 28% della popolazione è uscito in quelle settimane per vari motivi (passeggiata, andare in fabbrica o in ufficio, a fare la spesa), il 16,7% ha lavorato, l’8% ha studiato. In Fvg, dal primo caso di coronavirus, quello isontino del 29 febbraio, al 17 maggio, si sono contati 3.191 positivi, vale a dire 26 ogni 10.000 abitanti, l’incidenza più bassa tra le regioni settentrionali. Per fare un confronto, la Lombardia era a quota 84, il Piemonte a 68, il Trentino Alto Adige a 64, l’Emilia Romagna a 61, la Liguria a 59, il Veneto a 38. E la Valle d’Aosta, in testa, a 93.

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Molto più contenuti i numeri al Centro-Sud: Lazio 13, Puglia 11, Sardegna e Campania 8, Sicilia e Basilicata 7, Calabria 6. Erano i mesi in cui la pandemia sembrava confinata al Nord, con il resto dell’Italia che riusciva a gestire l’emergenza con molta più facilità. Poi è arrivata, per tutti, la fine del confinamento. Una decisione inevitabile, con la precauzione delle mascherine e del distanziamento, per evitare la catastrofe economica. Dal 18 maggio sono state riaperte quasi tutte le attività produttive e commerciali. Pure quelle che erano state considerate non necessarie. E i cittadini sono tornati al bar, al ristorante, nei negozi, dal parrucchiere, nei centri estetici, a messa, nei musei, a correre, a giocare a tennis, a cena con gli amici. Qualche settimana dopo sono andati in vacanza, al calcetto, in discoteca, si sono sposati, hanno ripreso a volare. Il contagio, dopo la frenata di giugno e luglio, ha ripreso a salire. In Fvg anche per i rientri dai Paesi dell’Est e, in misura ridotta, per la presenza dei migranti. A leggere le statistiche, dal 17 maggio al 26 settembre, i nuovi casi di coronavirus in regione sono stati 1.389 (in media 10 al giorno, contro i 41 dal 29 febbraio a fine “lockdown”), con un incremento di 11,5 ogni 10.000 abitanti.

Le altre regioni del Nord, tolta la Valle d’Aosta con 10,6, stanno davanti: la Liguria con 25, il Trentino Alto Adige con 22, la Lombardia con 21, l’Emilia Romagna con 17, il Veneto con 16, il Piemonte con 12. Ma ci sono anche le regioni del Centro-Sud che hanno pagato i mesi dell’estate: il Lazio e la Sardegna con 14 nuovi casi ogni 10.000 residenti dall’inizio della fase 2, la Toscana e la Campania con 12. L’incremento più basso dal 17 maggio è invece quello di Sicilia (6,4), Basilicata (5,8) e Calabria (4). È anche possibile valutare l’incremento percentuale dei casi dalla terza decade di maggio rispetto a quanto era successo in precedenza. La situazione è peggiorata più che altrove in Sardegna (+165%), Campania (+148%) e Lazio (+110%). In Fvg l’aumento è stato del 43,5%, un dato superiore a quelli di Trentino Alto Adige (+35,1%), Emilia Romagna (+28,3%), Lombardia (+24,9%) e Piemonte (+18,1%). —


 

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