Crimini di guerra di Thaçi e Uck, a Trieste in 200 contro la condanna

La manifestazione, non preavvisata, è partita da piazza Garibaldi e si è snodata fino a piazza Unità d’Italia. Tra bandiere e striscioni, al corteo erano presenti soprattutto giovani, ma c’erano anche molte ragazze e diversi bambini.

Stefano Bizzi

«Hanno condannato i nostri comandanti, per questo siamo qui a manifestare». A Trieste come a Pristina: sono state tra le duecento e le trecento le persone che domenica sera hanno sfilato per le vie del centro per protestare contro le condanne per crimini di guerra inflitte nei giorni scorsi a quattro ex leader dell’Uck a partire dall’ex presidente Hashim Thaçi, emesse dalle cosiddette Camere specializzate del Kosovo (Ksc), tribunale inglobato nell’ordinamento giudiziario kosovaro, ma con sede all’Aja e con giudici internazionali, incaricato di indagare e far luce sui presunti crimini commessi da membri dell’esercito di liberazione del Kosovo prima, durante e dopo la guerra del 1999.

Hashim Thaçi, Kadri Veseli, Jakup Krasniqi e Rexhep Selimi, accusati di crimini di guerra, hanno respinto le accuse e annunciato il ricorso contro la sentenza di primo grado, ma la decisione del Tribunale ha suscitato forti reazioni in quanto, in patria, gli ex comandanti dell’Uck sono considerati da molti eroi della guerra del 1998-1999.

La polizia in piazza Unità per la manifestazione non preavvisata. Foto Andrea Lasorte
La polizia in piazza Unità per la manifestazione non preavvisata. Foto Andrea Lasorte

La manifestazione di Trieste – non preavvisata secondo quanto emerso da fonti della Questura – è partita da piazza Garibaldi e si è snodata fino a piazza Unità d’Italia. Tra bandiere e striscioni, al corteo erano presenti soprattutto giovani, ma c’erano anche molte ragazze e diversi bambini.

Scendendo lungo via Mazzini, intorno alle 20 il serpentone ha svoltato in via Roma per raggiungere piazza della Borsa dove si è fermato un istante per poi proseguire verso piazza Verdi e fermarsi di fronte al palazzo della Prefettura dove i manifestanti hanno trovato, a difesa del palazzo del Governo, poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Non risultano in ogni caso disordini. Sotto gli sguardi interrogativi di chi in quel momento era seduto ai tavolini dei bar o dei ristoranti della zona – che non capiva la situazione –, i manifestanti si sono limitati a inneggiare all’Uck e dopo una decina di minuti, poco prima delle 20.30 hanno lasciato pacificamente piazza Unità d’Italia, avvolti nelle loro bandiere.

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