Cumin: l’Irpef penalizza 700 contribuenti
RONCHI. Il Pd, come gli altri gruppi di opposizione, hanno votato contro al bilancio di previsione per il 2020. Tante le motivazioni alla base di questa decisione. «Ci eravamo resi disponibili – spiega il capogruppo, Savio Cumin – ad un dialogo con la maggioranza alla ricerca di una possibile soluzione condivisa in riferimento all’addizionale comunale all’Irpef, unica imposta comunale sulla quale si può attualmente agire. La nostra proposta prevedeva l’innalzamento della soglia di esenzione dagli attuali 17.500 euro ai 20 mila. Tale provvedimento avrebbe esonerato dal pagamento oltre 700 contribuenti e consentito risparmi annuali pro capite da 93 a 106 euro. In riferimento sempre a questa specifica misura, si sarebbe quantomeno potuto determinare per il prossimo anno un primo steep intermedio per poi completarlo definitivamente nel 2021». Secondo il Pd manca, in questo fondamentale documento programmatico, una visione politica complessiva di valorizzazione delle entrate comunali, con il serio rischio per i cittadini di continuare a pagare imposte in misura superiore rispetto alle reali potenzialità di spesa. «La novità assoluta contenuta nel piano triennale delle opere pubbliche – ha continuato – è rappresentata dai lavori di riqualificazione dell’incrocio fra via Roma, piazza Oberdan e largo Petrarca per 350 mila euro, inserita nell’annualità 2020. Si deve considerare che quest’opera viene completamente finanziata dall’avanzo di amministrazione e, quindi, l’effettiva disponibilità economica verrà acquisita dal momento dell’approvazione del conto consuntivo 2019, con un verosimile slittamento della partenza dei lavori». —
Lu.Pe.
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