“Da donna a donna” fondi dal Comune

Ventimila euro per sostenere e aiutare le donne vittime di violenza, rimettendole in carreggiata quando camminare con le proprie gambe è più difficile. Se nella primissima fase di emergenza il paracadute è più che collaudato, con una serie di istituzioni che fanno rete per proteggere da ulteriori episodi di violenza la persona maltrattata (in primis attraverso le residenze protette), nel prosieguo del percorso di recupero talvolta si evidenziano “buchi”. Come può, infatti, permettersi di acquisire una nuova abitazione la vittima disoccupata? Oppure, se la donna malmenata è lavoratrice, ma per fare la mamma si è adattata a impieghi part-time o precari, di pagare una caparra e un affitto per la casa?
Per rispondere a queste esigenze il centro antiviolenza Da Donna a Donna ha fin qui attivato, grazie a fondi ministeriali arrivati agli sgoccioli, nuove pratiche, come le borse lavoro per far assimilare alle assistite competenze e un’opportunità di impiego oppure l’istituzione di contributi specifici per coprire le prime spese nella locazione di un appartamento. Giorni fa su queste colonne è emersa l’esigenza di procedere nel virtuoso percorso, lanciando un appello alle istituzioni. Domenica sera, a margine dell’affollato spettacolo al Teatro comunale per la pièce “La sala d’attesa”, l’amministrazione monfalconese ha battuto il primo colpo, con l’annuncio dello stanziamento di 20 mila euro. Non cifre enormi, come riconosciuto dallo stesso sindaco Anna Cisint, ma comunque utili alla causa, specie se anche altri soggetti (e quindi diverse municipalità, magari quelle contermini) vorranno aderire allo scopo.
Intanto di ieri l’ultimo dato sugli accessi alla Stanza rosa, coordinata dalla referente Eloisa Lubini, al Pronto soccorso del San Polo. Il rifugio per vittime delle violenze di mariti, compagni, ex fidanzati e figli ha fin qui accolto, da gennaio, 49 vittime. Due anni fa, il report annuale si chiudeva con 32 donne del monfalconese assistite. Un significativo aumento, per una media di 4-5 utenti al mese. Si tratta di un percorso condiviso assieme alle forze dell’ordine e alle associazioni che si occupano del tema, purtroppo sempre di strettissima attualità in Italia, dove alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza di genere promossa dall’Onu in un ostello a Firenze un messicano di 30 anni ha strangolato la moglie cinese appena 21enne mentre si trovavano in viaggio di nozze. Femminicidio in trasferta.
Tornando a Monfalcone, così il sindaco Cisint: «Posto che nella fase di emergenza acuta c’è un percorso ormai consolidato nell’assistenza alle vittime di violenza, l’ente ha deciso di sostenere il bel progetto messo in piedi da Da Donna a Donna per supportare le persone nella ricerca di un alloggio e un lavoro, fondamentali per il sostentamento». «Volentieri – ha proseguito – collaboriamo perché tali iniziative contribuiscono a migliorare la stima in se stessi». Per quest’anno la cifra ritagliata ammonta a 20 mila euro.
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