Da Gradisca un appello a contenere i cinghiali e le loro incursioni

Bonaventura Monfalcone-25.05.2018 Danni provocati aii cinghiali-Fossalon-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-25.05.2018 Danni provocati aii cinghiali-Fossalon-foto di Katia Bonaventura

Gradisca. «La giunta regionale adotti misure idonee al fine di arginare il fenomeno dei danni e dei pericoli provocati dall’eccessiva moltiplicazione dei cinghiali, contemperando le esigenze manifestate dal settore agricolo con la necessaria tutela della fauna selvatica e del suo equilibrio». Questo il senso di un ordine del giorno presentato dalle forze di maggioranza della giunta Tomasinsig (Partito Democratico, Borghi per la Fortezza, Con Linda per il Bene Comune, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea) ed approvato all’unanimità per fronteggiare in modo concreto il problema dei danni provocati dagli ungulati.

«Con sempre maggiore frequenza giungono segna azioni sulla presenza eccessiva di cinghiali sull’intero territorio comunale – afferma l’odg – e l’eccessiva moltiplicazione dei cinghiali è giunta a livelli insostenibili, tanto da determinare una vera e propria emergenza territoriale, che pesa non solo sulle aziende agricole della zona, costrette a fronteggiare da anni le incursioni che portano spesso al mancato raccolto a fronte di risarcimenti parziali, ma è anche fonte di pericolo per la circolazione stradale».

L’accertata presenza degli ungulati non solo nelle aree rurali ma anche nelle zone adiacenti i centri abitati, costituisce un pericolo per la sicurezza e l’igiene delle persone. In base ai dati statistici pubblicati sul sito della Regione, dal 2004 al 2018 il numero dei capi non si è ridotto nonostante le misure di prevenzione poste in atto, è anzi aumentato. «Nei periodi in cui è inibita l’attività venatoria, permangono le forti criticità connesse ad una squilibrata presenza dei cinghiali sul territorio comunale che genera pericoli per la sicurezza e l’incolumità nelle persone, nonché per gli allevamenti ed i terreni agricoli coltivati e le misure di prevenzione non hanno determinato un contenimento dei danni – conclude il documento –. Pertanto chiediamo alla Regione, l’esame e l’adozione di misure idonee ad arginare il fenomeno». –

L. M.

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