Dalla Stiria al Quarnaro passando per Trieste Studenti uniti dalla poesia

il progetto
Dal verde della Stiria alle coste istriane e quarnerine, passando per la landa carsica e il porto cosmopolita di Trieste, idealmente al centro dell’Alpe Adria. Oltre 400 studenti sono alle prese con la letteratura e la storia di questa regione mitteleuropea, unica per la sua capacità di trascendere i confini nazionali. Il filo rosso del lavoro di tanti ragazzi e ragazze è il progetto “Adriatico. Poeti e scrittori raccontano storie di mare”, promosso dall’organizzazione di volontariato culturale Radici&Futuro, con il sostegno di Regione e Fondazione Pietro Pittini, e con la sezione locale della Lega Navale tra i partner. Vi partecipano 11 tra scuole medie e superiori di Graz, Duino Aurisina, Trieste, Buie, Pola e Fiume. Lo scorso autunno a ogni istituto è stato affidato un tema riconducibile appunto all’Adriatico, affiancato da una traccia e da una lettura, da sviluppare poi con studi, ricerche, recupero di testimonianze.
Incontri e visite in presenza purtroppo sono saltati a causa della pandemia, ma non l’entusiasmo. La scuola Igo Gruden di Aurisina, con lingua d’insegnamento slovena, è partita ad esempio dal poeta da cui prende il nome: Gruden aveva dedicato la sua raccolta “Canti del litorale” agli antichi pescatori della zona e alla loro vita quotidiana. A Trieste la Divisione Julia si è occupata di portualità, di multiculturalità e in particolare del libro di Edda Vidiz “Trieste 1719, quando gli Asburgo scoprirono il mare”. La Brunner Addobbati ha studiato i mestieri di una volta, il commercio e i lazzaretti, con il supporto del volume di Dino Cafagna che s’intitola appunto “La peste e i lazzaretti di Trieste”. Il liceo Carducci Dante ha approfondito canottaggio e vela nell’Alto Adriatico, tema in cui s’intrecciano spirito agonistico e ancestrali tradizioni marinaresche. Il riferimento è il romanzo di Pier Antonio Quarantotti Gambini cui Umberto Saba diede il titolo “L’onda dell’incrociatore”. Il liceo Oberdan ha raccontato le suggestioni offerte da Grado, con la sua laguna e i tipici “casoni” amati da Pier Paolo Pasolini: qui è nata la produzione poetica di Biagio Marin, di cui una selezione si trova nelle “Poesie” a cura di Claudio Magris e Edda Serra. Il Petrarca ha seguito le orme dell’intellettuale boemo Rainer Maria Rilke che dalle “Elegie duinesi” conducono al castello dei Thurn und Taxis. E, ancora, il Nautico Galvani ha ricostruito la storia dei grandi transantlantici partoriti nelle nostre acque, su cui navigava tra gli altri sior Bortolo, protagonista de “Le Maldobrie” di Carpinteri e Faraguna.
Oltreconfine si è puntato sul coinvolgimento di scuole italiane all’estero o estere con insegnamento dell’italiano, di cui poco si sa in Italia ma che svolgono un importante ruolo di ponte tra culture: la scuola superiore italiana di Fiume, il “Bundesgymnasium und Bundesrealgymnasium Seebacher” di Graz, gli istituti Leonardo Da Vinci e Dante Alighieri, rispettivamente a Buie e a Pola. Il gymnasium austriaco ha trattato la Ferrovia meridionale che univa Vienna a Trieste passando per Graz. Adesso l’organizzazione sta raccogliendo gli elaborati multimediali: relazioni scritte, fumetti, power point, animazioni teatrali e soprattutto video. «Lavori di grande pregio», afferma Laura Capuzzo, responsabile del progetto per Radici&Futuro: «Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, i giovani hanno dimostrato grande interesse, forte motivazione e impegno. La speranza è di poter effettuare una presentazione pubblica in autunno».
Nel frattempo i materiali saranno pubblicati sul sito di Radici&Futuro. A ogni studente sarà consegnata inoltre una chiavetta Usb con i lavori prodotti da ogni scuola: un modo per incontrarsi anche nella distanza imposta dall’emergenza sanitaria. Ai ragazzi sarà dato anche un voucher da usare in estate, per una visita guidata a scelta, curata dallo staff Wwf del Biodiversitario Marino di Miramare.—
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