Dall’Antica Contea al neonato “Edr” la Provincia rinasce

PUNTI DI VISTA
Diego Kuzmin
È tornata la Provincia, col nome di “Ente di decentramento regionale di Gorizia”, il cui ambito territoriale corrisponde a quello della soppressa Provincia di Gorizia, con le stesse modalità d’istituzione degli Edr di Trieste, Udine e Pordenone. Per la Legge regionale 21 del 29 novembre 2019, dal 1° luglio le ex provincie sono diventate Enti funzionali “con personalità giuridica di diritto pubblico, dotati di autonomia gestionale, patrimoniale, organizzativa e contabile, sottoposti alla vigilanza e al controllo della Regione”. Intanto non è previsto organo elettivo, ma l’ipotesi che l’emblema per noi rimanga quello dei Conti di Gorizia, dei quali la Provincia è stata l’ultima erede, non pare inverosimile.
L’odierna ricostituzione della Provincia, porta alla memoria il torto della ricostituzione del 1927, quando dopo essere stata sciolta e divisa tra Udine e Trieste il 18 gennaio 1923, fu ripristinata senza il Cervignanese con Aquileia e Duino, che della Contea Principesca erano parte dalla sua istituzione nel 1861. L’Arcivescovado di Gorizia conservò invece propri confini, gli stessi della vecchia provincia austriaca, ma fino al 17 ottobre del 1977, quando assieme i territori triestini, anche quelli goriziani passati alla Jugoslavia dopo il 1947, con Tolmino, Plezzo e Idria, furono ufficialmente distaccati da Paolo VI per confluire nella diocesi di Capodistria, due anni dopo il trattato di Osimo che dal 10 novembre 1975 rendeva definitive le frontiere tra Italia e Jugoslavia.
Nell’immagine si vede la mappa odierna dell’Arcidiocesi di Gorizia, che comprende Duino e Sgonico, ma soprattutto Cervignano e Aquileia, la cui basilica venne scelta nel 1983 per il suo insediamento dall’Arcivescovo Antonio Vitale Bommarco (1923-2004) e nuovamente nel 1996 per il sinodo della Chiesa Goriziana, realizzato in polemica col Sovrintendente Franco Bocchieri che inizialmente pretendeva soluzioni impossibili, a protezione dei mosaici pavimentali dallo scalpiccìo dei convenuti.
La volontà di padre Bommarco era limpida: Aquileia è l’origine dell’Arcivescovado di Gorizia, fondato nel 1751 assieme a quello di Udine in sostituzione del Patriarcato, anche in quel caso a ratifica di un precedente accordo confinario tra Venezia e Vienna. Aquileia è per la Chiesa goriziana il luogo fondante e non pare peregrina l’idea di fare nuovamente coincidere i due territori, quello laico provinciale e quello religioso arcivescovile, uniti per quasi due secoli fino al 1927. —
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