Dalmazia, i sindaci aprono la battaglia contro la “tiramola”

Da Fiume a Pago, vietato stendere i panni sui fili applicati alle facciate. Previste multe salate: «Basta cattive abitudini»



Case in pietra, vestiti appesi a asciugare al sole. Un’immagine che potrebbe presto diventare rara in Dalmazia, dove vari comuni hanno deciso di espellere dai centri storici la tradizionale “tiramola”, com’è chiamata l’abitudine di stendere la biancheria su un filo circolare che si “tira” o “molla” tra le due case a cui è appeso. Le autorità di Solta, Fiume, Colane sull’isola di Pago, Meleda e Castelli l’hanno già vietata, introducendo multe severe. «Su finestre, porte, balconi, recinzioni e in altre parti di edifici affacciati sullo spazio pubblico non è permesso appendere o esporre vestiti, lenzuola, tappeti, strofinacci ed altri oggetti che rovinano l’esterno dell’edificio», si legge ad esempio nell’ordinanza municipale approvata dal comune di Solta, che prevede una multa di 2000 kune (270 euro) per i contravventori. Anche a Fiume, Meleda e Castelli una camicia stesa in terrazza può “costare” duemila kune.

«Le multe non sono mai state applicate davvero», si difendono i sindaci, assicurando che l’obiettivo non è eliminare la tradizione ma porre un freno a nuove e cattive abitudini. Il sindaco di Meleda, Đivo Market, spiega al quotidiano Jutarnji List che l’obiettivo, sull’isola che è anche parco nazionale, è impedire che le corti interne diventino una sorta di Far West soprattutto in estate. «Le multe non risolveranno ma va educata la gente», dice Market, aggiungendo che in alcuni spazi si sono dovute installare telecamere per evitare che la gente continuasse a gettare la propria spazzatura. E il sindaco di Solta, Nikola Cecić-Karuzić, avverte che nel proprio comune la tradizione della “tiramola”, «ormai estinta», è stata ravvivata dai turisti che lasciano lo stendibiancheria sul marciapiede davanti casa, creando problemi di traffico.

Parte dei media locali ha criticato la decisione dei sindaci, parlando - così lo Splitski Dnevnik - di «sputo in faccia alla tradizione». Ma anche il consiglio comunale di Spalato sta valutando in quali vie attuare i divieti. Lo Zadarski List ricorda come la corda della tiramola servisse in passato anche da mezzo di comunicazione tra famiglie, elemento fondante dell’identità locale. E in un post online è sceso in campo lo scrittore croato-bosniaco Miljenko Jergović (autore, fra l’altro, de “Le Marlboro di Sarajevo”): «Dietro a quanti partono rimangono solo le parole. Così anche dietro agli italiani della Dalmazia è rimasta la tiramola. Invenzione così semplice e geniale», scrive Jergović, che si chiede: «Cos’è successo ai nostri governanti?» «Semplice: quando la bruttezza conquista il paesaggio, com’è successo nella maggior parte delle nostre città distrutte negli anni, le autorità locali cercano di rimuovere ciò che è sempre stato di troppo nell’immagine, senza capire che è proprio quello che rendeva l’immagine attraente». —



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