Decolla l’attività dei superambulatori creati sul territorio

Non un Pronto soccorso, tanto meno dei semplici ambulatori distrettuali dove fare l’esame del sangue o un vaccino. Tutt’altro. Si chiamano Cap, che sta per “Centri di assistenza primaria”, e si candidano a rivoluzionare il sistema di cure per i malati che soffrono di patologie croniche e degenerative: diabete, scompensi cardiaci, broncopneumopatie, ictus, Parkinson e sclerosi, ad esempio. Dopo Muggia, ecco farsi largo altre tre strutture nuove di zecca: due all’interno del Maggiore e una nella palazzina dell’ex Stock a Roiano. «Siamo pronti per partire», ha assicurato il direttore generale dell’Asuits, l’Azienda sanitaria universitaria integrata, Nicola Delli Quadri, che ieri ha dedicato tempo abbondante per spiegare in lungo e in largo l’attività che presto prenderà piede. Cambia la filosofia, cambia l’approccio alle patologie più lunghe e complesse, quelle che ingolfano le astanterie e che riempiono le liste dei ricoveri. Come? Il paziente, d’ora in avanti, verrà preso in carico. Seguito, passo dopo passo, dai medici di famiglia e dagli specialisti, chiamati a lavorare in équipe, lì sul posto, insieme a infermieri e fisioterapisti.
Questo significa che per ogni persona sarà preparato un calendario di appuntamenti per le visite, i farmaci da somministrare e la riabilitazione cui sottoporsi, se necessario. In una prima fase, evidentemente sperimentale, l’accesso ai Cap avverrà in maniera programmata. Complessivamente a Trieste è prevista la realizzazione progressiva di otto centri in tutto, due per ogni distretto. Il primo è stato attivato nel Distretto 3 di Muggia nell’autunno 2015, mentre ieri sono state inaugurate altre due strutture, quella del Distretto 1, con sede all’ex Stock di Roiano, e quella del Distretto 2 e Distretto 4, entrambe con sede all’interno dell’Ospedale Maggiore. Gli ambienti sono stati ristrutturati e preparati appositamente per cominciare con le nuove attività. È stato speso mezzo milione di euro. Come ha ricordato lo stesso Delli Quadri, si tratta di realtà che rappresentano «la forma più avanzata» di collaborazione ed integrazione interprofessionale tra medici di medicina generale e tutto il personale che opera nell’Azienda, come gli specialisti, gli infermieri, i fisioterapisti e gli psicologi. La Fimmg, la Federzione dei medici di base, conferma: «Siamo disponibili a una stretta collaborazione e a una partecipazione volontaria, a patto che Regione e Asuits onorino a loro volta tutti gli impegni presi», ha puntualizzato il segretario provinciale Dino Trento. Attraverso i Cap vengono messi in rete gli ambulatori medici, i punti prelievo, l’attività diagnostica, quella distrettuale e pure i servizi di salute mentale, oltre che i servizi di prenotazione e amministrativi. Va da sé che tutto ciò si regge grazie a un collegamento tra i sistemi informativi di cui si serve la sanità cittadina. I medici di medicina generale possono aderire liberamente ai Cap, le nuove strutture saranno quindi fruibili dagli assistiti dei professionisti che prenderanno parte al progetto. L’orario di apertura sarà gradualmente incrementato fino ad arrivare, a regime, a coprire un arco temporale dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 10 il sabato.
«È stato dimostrato che un approccio del genere alla cronicità - così il direttore generale - riduce il tasso di mortalità». Anche l’assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca e l’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Grilli, insieme a vari medici e dirigenti distrettuali, hanno preso parte alla presentazione di ieri: «Rispetto agli altri territori della regione - ha rilevato Telesca - la situazione di Trieste è più arretrata per via delle caratteristiche della città e della sua popolazione. Ed è proprio pensando a una delle maggiori peculiarità triestine, cioè l’età media degli abitanti piuttosto alta, che i Cap si propongono come cardini del miglioramento sanitario e assistenziale». Dal 6 gennaio, infine, anche il Servizio di continuità assistenziale (il servizio di guardia medica) avrà sede al Maggiore, traslocando dall’attuale struttura di via del Farneto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








