Decolle: «Serve pensare a un grande progetto esteso a tutto il litorale»
il dibattito
La questione Porto Vecchio accende il dibattito anche a Muggia. Secondo l’assessore al Turismo Stefano Decolle «se si continuerà a guardare a un’area per volta, da questa opportunità non scaturirà nient’altro che un’operazione di carattere immobiliare». Il rischio, per l’assessore, è che «alla fine il risultato appaia come un corpo estraneo alla città, perché i prezzi di acquisto saranno elevati e diventerà solamente un luogo dove si andrà a fare qualche passeggiata e mangiare un gelato». Un po’, con le debite proporzioni, come a Muggia con Porto San Rocco, un progetto, per l’esponente dem «pensato in un tempo in cui c’era ancora la Jugoslavia, realizzato quando i confini stavano scomparendo, e diventato un corpo estraneo a Muggia, non ancora riconosciuto come parte della comunità ma che resta, appunto, un luogo della passeggiata e del gelato». Per Decolle «Porto Vecchio deve essere il baricentro di una riqualificazione di tutto il nostro litorale, fatto di banchine portuali e di zone riqualificate, di comunità che hanno avuto nella storia un legame forte con il mare. Dobbiamo lavorare assieme, non arroccarci su posizioni che cercano di soddisfare immediati bisogni di consenso in questo o quel Comune». L’assessore muggesano vira poi, non senza una punta di polemica, su questioni più locali: «A Muggia stiamo faticosamente ultimando la riqualificazione dell’interramento Acquario. Se la ricostruzione del ponte Morandi a Genova può essere un esempio di volontà per superare le mille difficoltà della nostra italica burocrazia, la vicenda Acquario può essere annoverata negli esempi da non seguire». Muggia, come tutta la cosa, quindi al centro di una riqualificazione aperta a collaborazioni intercomunali e transfrontaliere: «Dovremo incentivare il trasporto marittimo fino a Grado e Lignano per arrivare anche in Istria, dovremo dotare tutta la costa di trasporti con navetta elettriche». — L.P.
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