Defibrillatori spariti ladri in azione nell’area di Spalato

Rubata buona parte degli oltre trenta apparecchi sistemati lungo vie e piazze. Polizia al lavoro per fermare i malviventi



Un progetto interessante, del tutto nuovo per la Croazia e soprattutto di vitale importanza per chi viene colpito da arresto cardiaco: era nata qualche anno fa a Spalato l’idea di sistemare dei defibrillatori automatici esterni (Dae) lungo le strade più frequentate, un’iniziativa accolta bene dall’opinione pubblica spalatina e subito messa in pratica.

Negli ultimi tempi però i defibrillatori hanno iniziato a sparire da vie e piazze, rubati da ladri che rompono i contenitori in cui si trovano gli apparecchi per poi portarseli via. Al problema la polizia del capoluogo dalmata sta cercando di porre rimedio, ma finora senza risultati tangibili. Gli agenti non sono ancora riusciti a fermare neanche un ladro di defibrillatori, i quali vengono presi di mira - com’è naturale - soltanto in orario notturno. Così oggi sono rimasti ben pochi dei 13 defibrillatori che le autorità avevano sistemato a Spalato e degli altri 20 che erano stati posizionati in varie località della regione.

A denunciare all’opinione pubblica il caso è stato il cardiologo - oggi in pensione - Drago Rakić, che ha ricordato come «il defibrillatore può salvare la vita in strada nel 70 per cento dei casi». Rakić ha additato la mancanza di cultura e il bisogno di sottolineare alla cittadinanza la necessità che i defibrillatori siano a portata di mano in luogo pubblico: «Per il loro utilizzo non serve avere alcuna istruzione specifica di tipo medico, ma possono essere utili per iniziare la rianimazione cardiaca in attesa che arrivino i sanitari del pronto soccorso – ha proseguito Rakić – la gente deve capire che i minuti sono preziosissimi in quelle circostanze. Tentare di di soccorrere una persona in grave difficoltà e accorgersi di non poter disporre del defibrillatore è cosa estremamente grave, tragica direi».

In Croazia, secondo gli esperti, l’arresto cardiaco causa la morte di circa novemila persone all’anno, mentre nella Regione di Spalato se ne conta una al giorno. —



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