Del Fabbro vicecommissario per la A4

TRIESTE. Debora Serracchiani avrebbe (ha?) trovato il suo Riccardo Riccardi, l’uomo di esperienza cui affidare la gestione delle procedure straordinarie in A4: un vicecommissario o, più tecnicamente, un soggetto attuatore. La presidente della Regione ha scelto Pietro Del Fabbro. C’è chi giura di avere visto il professionista friulano l’altro ieri a Roma assieme a Serracchiani, nel giorno del faccia a faccia con il ministro Lupi sul nodo del finanziamento. Nell’attesa di garanzie romane, il nuovo governo regionale sta intanto ragionando nell’ottica dell’assetto commissariale. Tanto che Serracchiani, in una nota diramata nel pomeriggio, dopo aver ribadito l’intenzione di verificare nel dettaglio le coordinate procedurali e finanziarie dell’opera afferma che «allorché sarà chiarita la situazione in tutti i suoi aspetti, non mi tirerò indietro e sarò disponibile ad assumere il ruolo di commissario, ma facendo tutto quanto in mio potere, assieme ai soggetti istituzionali coinvolti, per essere veramente utile a risolvere i problemi e non a complicarli».
Nell’attesa appunto che la situazione si chiarisca, tutto in pratica torna come prima. Con Del Fabbro nella posizione che fu di Riccardi. In quota Ds, e ora Pd, Del Fabbro viene considerato manager in grado di muoversi con assoluta competenza nella delicata partita autostradale. Gradito ai soci privati della Regione, ha fatto parte del cda di Autovie Venete fino al rinnovo di pochi mesi fa, dopo essere stato cooptato a metà 2012 per le sue competenze in materia di banca e finanza (nelle ultime settimane si è parlato di lui anche per Mediocredito Fvg) a seguito delle dimissioni di Amerigo Borrini (Generali). Si trattò dell’ultimo ritorno di chi in Autovie ha è stato pure amministratore delegato ai tempi della giunta Illy, quando il presidente era Giorgio Santuz (oggi presidente di Fvg Strade), il vice Lucio Leonardelli e il direttore proprio Riccardi. Ora che il centrosinistra è di nuovo al comando della Regione, ecco che il suo nome rispunta prepotentemente.
In Autovie danno la cosa già fatta. Il commissario è previsto dal governo, Emilio Terpin ha chiarito che serve ancora, almeno fino alla copertura delle risorse per il terzo lotto, il prestito ponte da 150 milioni di euro definito nel contratto con Cassa depositi e prestiti è legato alle procedure brevi e Serracchiani ha dunque la necessità di affidare la gestione dello straordinario a chi ne sa, e non poco. Con l’unico guaio di aggiungere un capitolo di spesa che prima non c’era.
Se infatti Tondo e Riccardi, impegnati nel contempo da presidente della Regione e da assessore, rinunciarono al compenso annuale da 300mila euro, è scontato che per Del Fabbro si dovrà prevedere un’indennità. Rimane solo un dubbio da sciogliere: Del Fabbro lavorerà solo da vicecommissario o si penserà anche a un suo rientro nell’organigramma di Autovie? Magari ripristinando la carica di amministratore delegato che non esiste più da quando se ne andò Dario Melò e si procedette alla redistribuzione delle deleghe, con il direttore operativo Enrico Razzini promosso a direttore generale? Fosse così – nel qual caso si sgraverebbe di un po’ di lavoro Razzini, impegnato pure come Responsabile unico di procedimento in varie opere –, si dovrebbe peraltro trovare un posto a Del Fabbro all’interno del consiglio della concessionaria. Tutte questioni da definire con il socio Regione ed eventualmente da fare approvare in assemblea.
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