Demolito l’essiccatoio della mulini Casillo Si riavvia il raccordo

G.g.

Demolito il vecchio essiccatoio della ex De Franceschi, ora Casillo. Impossibile non notare le ruspe in azione nei giorni sulla parte a fianco dei grandi silos per chi trovava a passare in quella zona diretto alla zona dell’Isola dei bagni o del Marina Hannibal.

«L’essiccatoio era inutilizzato da sei sette anni - spiega l’ad della Casillo di Monfalcone, Davide Campanile - veniva utilizzato in precedenza per essiccare il mais. Il nostro gruppo macina e lavora il grano tenero, la struttura era vecchia e in cattive condizioni. Abbiamo colto l’occasione per fare pulizia e migliorare anche la qualità visiva dello stabilimento di Monfalcone».

Dopo una veloce pratica autorizzativa al Comune e l’ok della Soprintendenza la struttura composta per gran parte di vecchie lamiere è stata rasa al suolo. E non è la sola novità per quanto riguarda lo stabilimento della Casillo: entro l’anno arriveranno i promi convogli sul binario del raccordo ferroviario. «La scorsa settimana abbiamo finalmente firmato la convenzione con Rfi per riattivare il raccordo ferroviario - annuncia Campanile - siamo già al lavoro per avviare le opere di risistemazione della nostra parte e per far partire i lavori sul raccordo. Sono passati tanti anni, finalmente abbiamo raggiunto l’obiettivo. Entro l’anno arrivano i primi treni e parte la movimentazione logistica dei carichi su ferrovia».

Rfi dovrebbe occuparsi della progettazione e di parte degli interventi infrastrutturali per adeguare la linea alle nuove normative e tecnologie. La spesa per Rfi sfiora il milione di euro. Il Consorzio di sviluppo economico, proprietario del raccordo lungo quasi 7 chilometri che collega la stazione di Ronchi Sud e, ha già stanziato la somma necessaria al revamping, circa 2 milioni e mezzo. Casillo per il raccordo particolare” situato all’interno dello stabilimento e dove c’è pure una banchina portuale demaniale dovrebbe spendere 200 mila euro. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo