Diretta tv sui migranti finisce in tribunale per le offese nei social

il casoAveva postato su Facebook le immagini della diretta televisiva di Rete 4, collegamento al Parco della Rimembranza della trasmissione “Dalla vostra parte”. Al centro del dibattito il tema dei...

il caso



Aveva postato su Facebook le immagini della diretta televisiva di Rete 4, collegamento al Parco della Rimembranza della trasmissione “Dalla vostra parte”. Al centro del dibattito il tema dei rifugiati ospiti a Gorizia. Un tema, quello dei richiedenti asilo, che allora, era il 2015, aveva raggiunto alti livelli di attenzione considerata la portata degli afflussi in città e la relativa gestione del fenomeno.

Sta di fatto che le immagini di quell’incontro che aveva messo sotto i riflettori il “caso Gorizia” erano finite sul web, corredate da una serie di argomentazioni. Commenti che non sono stati graditi. E la donna, Barbara Franzot, è stata denunciata per diffamazione aggravata. A presentare denuncia sono stati Marilena Bernobich, successivamente candidatasi alle elezioni comunali cittadine e attuale assessore a Personale, Pari opportunità, Politiche del lavoro, Semplificazione amministrativa, Politiche giovanili, e Claudio Tomani, segretario della Lega Nord, nonché oggi consigliere e presidente della Commissione consiliare sul Commercio. Lo scorso 5 ottobre s’è aperto il procedimento, al Tribunale di Gorizia, davanti al giudice monocratico Fabrizia De Vincenzi. Marilena Bernobich e Claudio Tomani si sono costituiti parte civile, rappresentati rispettivamente dagli avvocati Andrea Pellegrini e Giovanni Catanzaro.

Nel corso della diretta televisiva al Parco della Rimembranza, erano stati espressi i punti di vista sulla questione immigrati, nell’ambito di un contesto complesso in ordine al governo di quei flussi che si concentravano in città. Dopo quella diretta era quindi comparsa sul web una serie di foto dell’incontro. Riproducevano un gruppo di persone, tra cui Bernobich e Tomani. Il “corredo scritto” a commento. Con ciò quindi urtando la sensibilità dell’attuale assessore e del consigliere comunale, ritenutisi lesi dal tenore dei termini utilizzati.

«Durante la trasmissione s’era sviluppato un dibattito civile – ha osservato Tomani –. Anche noi avevamo espresso la nostra opinione, con ragioni provate circa le dinamiche degli alti flussi immigratori per i quali avevamo già esternato le problematiche. Le offese sulla rete non hanno nulla a che fare con il contesto e il significato di quel dibattito, pertanto ritengo che chi non sa stare al suo posto, nel rispetto delle opinioni altrui se ne debba assumere la responsabilità». L’assessore Bernobich ha affermato: «Ho fiducia nella giustizia», senza aggiungere altro, in attesa degli sviluppi del procedimento. Barbara Franzot da parte sua ha argomentato: «La questione non mi interessa, nemmeno mi sfiora, ho ben altro a cui pensare perché ho seri problemi di salute. L’unica cosa che mi preme è quella di poter stare bene di salute». La prossima udienza, dopo quella filtro, è stata fissata a maggio, quando verranno ascoltati i testimoni. —





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