Disabili senza una “casa” Associazioni in ansia Grilli: «Confronto aperto per trovare la soluzione»

Ieri primo incontro con assessore, consulta e realtà del volontariato Team Trieste: «Aiutateci a riprendere i corsi per le persone invalide» 

l’allarme



A pochi giorni dal collasso del soffitto dell’Acquamarina, affezionati clienti e tutte quelle associazioni di disabili che proprio nella piscina di Campo Marzio erano soliti seguire i loro percorsi terapeutici alzano un grido d’allarme su quello che sarà il futuro delle loro attività. Come l’associazione Team Trieste onlus la cui sede si trovava al primo piano della struttura crollata lunedì scorso. Per loro oltre all’impossibilità di continuare a portare avanti le attività acquatiche, anche il danno derivante dall’aver perso molto del materiale in dotazione.

«Siamo rimasti senza documenti cartacei riguardanti la nostra attività perché assieme al crollo è andato perduto tutto il materiale contabile e amministrativo – spiega la presidente dell’associazione Fortuna Poggi – i vigili del fuoco lunedì sono riusciti a portare fuori dalla struttura la cassa e il portatile, ma allo stesso tempo abbiamo perso i materiali che utilizzavamo per lavorare con i nostri iscritti negli esercizi in piscina».

Una situazione che ricalca quella di altre associazioni che erano solite utilizzare la piscina di molo Fratelli Bandiera per le proprie attività di terapia. «I nostri consiglieri chiedono la possibilità di riavere al più presto – continua la presidente Poggi – un nuovo spazio acqua per i nostri corsi che consentivano alle persone con disabilità di alleviare i loro problemi derivanti dalle più svariate forme di invalidità».

Team Trieste onlus conta da sola più di cento iscritti, dei quali 90 con un età inferiore a 55 anni e una trentina dall’età più avanzata, alcuni atleti paralimpici, oltre a un team formato da ben 25 istruttori. «La nostra è un’associazione che si occupa principalmente di attività sportive per disabili – spiega la sua presidente – al cui interno sono presenti gruppi con svariate problematiche motorie suddivise fra bambini, adulti e senior. Lanciamo perciò un appello al Comune affinché ci venga in soccorso per aiutarci a riorganizzarci e a trovare un supporto sia economico che logistico con il fine di trovare una nuova sede per i nostri corsi».

Alternative che l’assessore alle politiche sociali del Comune di Trieste, Carlo Grilli, continua a inseguire. È previsto per questa mattina, infatti, un tavolo di confronto fra le organizzazioni di aiuto ai disabili e i gestori dell’Acquamarina per trovare delle soluzioni alternative percorribili.

«Oggi (ieri ndr) ho fatto un primo incontro con alcuni dei soggetti che ci potranno dare una mano – afferma Grilli –, dalla consulta dei disabili alle associazioni di volontariato, ma la mia volontà è quella di cercare di interpellare il maggior numero delle realtà del volontariato e dell’associazionismo presenti in città. Sappiamo che per quanto riguarda la ricostruzione ci vorrà qualche anno, pertanto abbiamo bisogno di mettere in pratica un’azione il più possibile sinergica fra Comune e associazioni, che dia sostegno alle persone con disabilità in tempi brevi, con le strutture in primo luogo presenti in città. Stamani sentiremo le disponibilità del direttore della piscina terapeutica e dell’azienda sanitaria locale per capire quali forme attuare per trovare un rimedio nel breve termine. La speranza è quella di avere delle novità già fra oggi e domani». —



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