Dopo 8 anni Asquini lascia la segreteria Lega commissariata

Decisione alla scadenza del mandato, comunicata martedì In pole per il ruolo di traghettatore la vedova Sepuca
Bonaventura Monfalcone-29.01.2019 Manifestazione contro l'assesore Asquini e Consiglio Comunale-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-29.01.2019 Manifestazione contro l'assesore Asquini e Consiglio Comunale-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Tiziana Carpinelli

È finita l’era Asquini. Il mandato extra large da segretario della Lega si è chiuso martedì dopo otto anni, con un messaggio di commiato ch’è suonato più o meno così: “Lascio spazio agli altri”. Largo a facce nuove. E di facce nuove, alla Lega, quartiere generale in viale San Marco, se ne vedono alle riunioni. Anche imberbi e in prima fila, pur se gli iscritti restano sempre un centinaio come dal 2017, l’anno del boom dopo la storica vittoria di Anna Cisint, a perdifiato in corsa quattro mesi per espugnare la roccaforte della sinistra, Monfalcone.

La Lega ci provava dal 1993 e Massimo Asquini passa in quel momento alla storia come il segretario che l’ha reclutata, a febbraio 2016, mettendole in mano la tessera numero 60.152 e che dopo le dodici fatiche azzurre, come Ercole, riesce a farla candidare sindaco. Soprattutto riesce a far mandar giù il boccone a chi proprio non la voleva, Cisint. Cioè Forza Italia e Giuseppe Nicoli. La digestione arriva alla Mariuta di Ronchi, con un patto finito negli annali, saldo che più saldo non si può. Almeno fino ai primi mesi del 2020. Ma questa è un’altra storia.

E così, dopo la conquista del Comune, tutti sul carro del Carroccio, il carro del vincitore. Boom di iscritti, altro punto a favore della segreteria di Asquini, il fedelissimo di Anna Cisint. Che non si lascia sfuggire l’uomo, aggiunge un posto in giunta, bisticcia con il centrosinistra per le quote rosa e lo consacra ufficialmente assessore dopo avergli affidato, da consigliere, le deleghe alla Vivibilità, degrado, decoro e Monfalcone sicura. Strada in discesa. Eppure l’intoppo è dietro l’angolo. Tre consiglieri del direttivo si dimettono all’improvviso e lo fanno decadere. Asquini non demorde. E avere Anna dalla sua, non nuoce, anzi.

Disarcionato dalla sella della segreteria, l’ex agente di Polizia in pensione torna da commissario. E dopo cinque mesi, al congresso di fine 2017, viene riconfermato per altri tre anni. Anni trascorsi ad amministrare e a replicare in aula al centrosinistra, con qualche inciampo sui social tra poesiole non proprio azzeccate e polemiche su “Bella Ciao”. Nel frattempo, e sono vicende recenti, affianca alla carica di segretario e assessore anche il delicato compito di capogruppo consiliare, dopo il passo indietro del collega di banco Sergio Pacor, di poco successivo alle dimissioni dall’aula di Federico Razzini, entrambi volti storici della lega a Monfalcone. Militanti della prima ora.

Ora Asquini in scadenza di mandato lascia e il partito viene commissariato. Una prassi che, spiega, riguarda il passaggio da Lega nord a Lega Salvini premier: «Su scala nazionale interessa tutte le sezioni», precisa l’assessore. Il prossimo congresso arriverà a fine anno. Presto per dire chi sarà il nuovo volto del partito che guida il governo Cisint. «I segretari provinciale e regionale Verzegnassi e Fedriga mi hanno chiesto di continuare: dopo otto anni di mandati, ho detto no», spiega. Toccherà ai due vertici decidere chi nominare commissario per accompagnare il partito fino alla data del congresso. C’è chi vede in pole position, per l’incarico, Rosanna Tosoratti, vedova di Walter Sepuca, assessore a Fogliano. Per altri non sfigurerebbe Paolo Bearzi, presidente del Consiglio comunale. E poi c’è l’“usato sicuro” Sergio Pacor, padano senior, di comprovata esperienza, un nome sempre spendibile. Lunedì si capirà però qualcosa. Massimiliano Fedriga è atteso a Monfalcone e farà un tour nei paesi vicini.

Intanto Asquini ringrazia per gli apprezzamenti ricevuti nelle ultime ore e si prende un merito: «All’inizio la Lega cittadina sembrava un gruppo di gay: eravamo solo uomini in sede, mentre adesso ci sono moltissime cittadine a seguire gli incontri come iscritte e simpatizzanti. Un allargamento di cui sono molto fiero. Ma il prossimo obiettivo dev’essere avvicinare persone più giovani, dai 16 ai 20 anni». Il sindaco Cisint, all’orizzonte della Lega Salvini, vedrebbe bene un Asquini ter. «Ma mi no sburto», replica lui, ammettendo però che l’invito è giunto dai vertici. Dopotutto, in politica, never say never. —

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