Dopo Guca i Radio Zastava ora suonano in “Silentium”

La brass band regionale che mischia jazz, swing e balkan esce con il nuovo cd e parte per la tournée il 18 dicembre con tappe a Gorizia, Trieste e Udine

TRIESTE. I Radio Zastava fanno “Silentium”. Per essere ascoltati di più. Nuovo cd (col biglietto in omaggio) e tre date (a Trieste, Gorizia e Udine, dove risiedono le tre anime del gruppo) per la brass band regionale di matrice balkan (un piccolo esercito di trombe, tromboni, sax e percussioni) che recentemente si è esibita davanti a 30mila persone al festival internazionale di Guca giungendo seconda. I Radio Zastava sono: Nico Rinaldi (sax contralto) Gabriele Cancelli (tromba) Leo Virgili (trombone) David Cej (fisarmonica) Predrag Pijunovic (tapan) Stefano Bragagnolo (percussioni) Marco Kappel (helikon) Walter Grison (sax tenore e baritono). Apprezzata per il mix di jazz, swing e Balkan music, la band “furlan-giulio-goriziana”, partendo da Lucinico, ha suonato in mezza Europa. In otto anni molti hanno sintonizzato le frequenze e ascoltato il motore a scoppio di fanfara da festa dei Radio Zastava. La tripletta promozionale inizierà il 18 dicembre al Kulturni Dom di Gorizia per spostarsi il 20 al Miela e concludersi al Teatro San Giorgio di Udine il 21 dicembre. In concerto eseguiranno dal vivo le 12 tracce di “Silentium”. Un disco vero «nel senso – spiega il fisarmonicista goriziano David Cej – che al termine di una grande annata in cui sono successe molte cose (siamo stati in Russia, poi invitati da Emir Kusturica in persona a suonare “a casa sua” al Kustendorf Festival) ci siamo convinti che stavamo facendo sul serio. Così ci è sembrato il caso di realizzare un disco che presentasse il nostro repertorio e indicasse la direzione dove stiamo cercando di andare: oltre gli stilemi, inimitabili, del puro Balkan originale. Pur autoprodotto, lo abbiamo registrato per la prima volta in studio, ma abbiamo voluto lasciare alcune imperfezioni che lo rendessero genuino. Proveniamo da città diverse, abbiamo età diverse e possediamo esperienze musicali diverse».

Suonare a Guca in Serbia, continua Cej, «è stata un'emozione incredibile. Quasi tutti noi c'eravamo già stati da spettatori e la carica incredibile dei gruppi presenti ci aveva entusiasmato. Salire sullo stesso palco da protagonisti non è descrivibile». Il nome «nasce da una gag tra di noi. Durante una discussione ognuno diceva la sua e non si capiva nulla così uno ha urlato: silentium! Ci ha fatto talmente ridere da riportare la pace. Da allora usiamo quest'espressione come codice e poi ironicamente vuol anche essere una risposta a Elio e la sua canzone del Primo Maggio. Con tutta umiltà, crediamo di non rappresentare il cliché del gruppo balcanico». Tra fine mese inizio dicembre il gruppo suonerà a Pisa, Bergamo, Manchester, Edimburgo e Glasgow: «Prima delle tre date regionali andiamo a prendere la rincorsa in vista di quel particolare momento, quando il cd verrà sentito per la prima volta dal pubblico. Per queste tre date abbiamo pensato a qualcosa di nuovo, con la presenza di ospiti, musicisti che hanno partecipato a realizzazione dell'album (Gino Jevdjevic, la band statunitense Kultur Shock e Giorgio Pacorig, musicista di Elisa, ndr.). Mi aspetto tre concerti diversi».

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