Doppia recinzione sotto accusa Il parco Cellottini divide ancora

È bastato che Massimo Asquini, assessore in quota Lega, a margine della consegna del presepe al Germoglio, la scuola d’infanzia di via Cellottini, buttasse lì un complimento su «come è venuto bene il parco», che «ora risulta ben recintato, per la sicurezza dei bambini più piccoli, si capisce, ma anche in funzione di una sua chiusura notturna, evitando così vandalismi», per rinfocolare le polemiche (mai sopite) sull’area verde maggiormente oggetto di contestazione da parte del centrosinistra.
Ecco infatti intervenire prontamente la sardina Elisa Zorzin, già attivista del Cellottini e componente della segreteria democratica di viale Verdi, con una nota confezionata ad hoc, ma pure l’ex vicesindaco dem, oggi in quota Articolo 1, Omar Greco, consigliere d’opposizione, che definisce il posizionamento delle reti di protezione nel polmone verde rionale «uno scempio». Ribadendo peraltro come non si sia assolutamente inteso «dare ascolto ai tanti cittadini che pacificamente hanno manifestato il loro dissenso con il flash mob dello scorso anno».
Intanto Zorzin, una delle pasionarie che proprio l’improvvisata azione collettiva aveva promosso una domenica di metà settembre, così annota: «Apprendiamo dalla determina del 22 novembre scorso l’intenzione di questa scellerata maggioranza di impegnare la “modica” cifra di 18.556 euro e 53 centesimi per l’installazione delle reti al campetto di via Cellottini. E questa è solo una minima parte della somma, in tutto oltre 40 mila euro, inutilmente sottratta dalle tasche dei monfalconesi per recintare un parco che non aveva bisogno di alcun intervento, tantomeno di reti altissime e cancelli».
«Questo inutile accanimento – riflette la dem – sull’area in questione sa di puro dispetto ai tanti ragazzini, per lo più stranieri, che da anni frequentavano il giardino e che da mesi non possono più accedervi a causa della sua completa inagibilità». «Per accontentare una minima parte della cittadinanza – conclude Zorzin – vale a dire una settantina di persone residenti nelle aree circostanti, si è deciso di arrecare un danno a tutta la popolazione monfalconese. Basti ricordare il grande successo del flash mob #MonfalconePorteAperte avvenuto nel settembre 2018».
Critico, per usare un’espressione soft, anche Greco: «Si è deciso di andare testardamente avanti, cementificando un’area che non ne aveva assolutamente bisogno, buttando al vento quasi 50 mila euro di soldi pubblici e trasformando quell’area in una sorta di zona da ora d’aria in stile Alcatraz. Veramente orrendo».
«Se il problema – continua l’esponente del Gruppo Misto – erano i palloni o le palle da cricket vaganti si poteva intervenire con un intervento di minima, risolvendo la criticità e non buttando al vento risorse pubbliche. Se invece il problema era far sloggiare i ragazzini che ci giocavano, molti dei quali stranieri, allora missione compiuta caro sindaco».
«Peccato – termina Greco – che una città che non mette a disposizione aree di svago per i più giovani è una città morta. Ma a voi non interessa, l’importante è mettere i fiorellini in centro». Il braccio di ferro sul Cellottini, insomma, è ben lungi dall’esaurirsi. –
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