A Trieste 108 sequestri di droga in sette mesi grazie al cane Conan
Presentato il bilancio dell’unità cinofila della Polizia Locale di Trieste istituita lo scorso maggio. Le attività svolte hanno condotto “a 46 denunce per spaccio e 81 violazioni per detenzione a uso personale

Da mese maggio 2025, quando è stata istituita l’unità cinofila della Polizia Locale di Trieste, composta da Conan, cane antidroga di 9 anni, un pastore belga malinois, e il suo conduttore, sono stati 108 i sequestri di sostanze stupefacenti effettuati grazie al suo intervento.
Un dato che assume ancora maggiore rilievo se raffrontato con il numero complessivo dei sequestri di droga, pari a 126, dei quali circa l’85% è avvenuto anche grazie al fiuto di Conan. La media è stata di 2 sequestri ogni 3 giorni: in altre parole, nel 65% dei casi in cui è stato impiegato si è giunti a un sequestro di sostanze stupefacenti.
Il bilancio dei primi sette mesi è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dall'assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo, dal comandante della Polizia Locale, Walter Milocchi e dal vice commissario, Marco Degrassi.
“Oggi facciamo un bilancio dei primi sette mesi di attività del 2025 svolti da Conan all’interno della nostra Polizia Locale. Sono 180 i giorni in cui Conan ha operato – non utilizzo il verbo lavorare perché per lui è un gioco – e oltre 1.000 le ore trascorse insieme al suo conduttore, che ringrazio sinceramente, poiché la coppia rappresenta il vero punto di forza di questo tipo di attività”, ha esordito l'assessore Caterina de Gavardo.
Le attività svolte hanno condotto “a 46 denunce per spaccio, 1 ogni 4 giorni facendo riferimento all'attività di Conan, e 81 violazioni per detenzione ad uso personale, una ogni due giorni, ulteriore elemento che conferma l’efficacia dell’intervento. Tra i giovani si è diffusa l’errata convinzione che la detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale sia consentita ma in realtà non è così”.
“Il progetto è stato inizialmente promosso dal consigliere comunale Gabriele Cinquepalmi e successivamente condiviso, accolto e avviato dall’intera amministrazione comunale e dal Corpo di Polizia Locale, non senza sforzi, trattandosi di un investimento significativo. Questa amministrazione ha voluto offrire un proprio contributo concreto al contrasto dello spaccio, un fenomeno purtroppo annoso e di natura sociale, che coinvolge un numero elevato di giovani, anche a causa della facile reperibilità delle sostanze e del loro basso costo. In tale contesto, - ha concluso l'Assessore - era fondamentale che anche la Polizia Locale potesse dotarsi di uno strumento efficace come Conan, per rafforzare ulteriormente la propria presenza e il proprio servizio a favore della città”.
Il comandante della Polizia Locale, Walter Milocchi ha ricordato che già nel 2023 la Polizia Locale di Trieste aveva avuto modo di entrare in contatto con questa particolare “pattuglia”, avviando specifiche collaborazioni con il Comando di Bibione, dove svolgeva la sua attività in quel momento Conan, come ausilio nelle operazioni antidroga nei punti più sensibili della nostra città.
“I risultati di tali azioni congiunte si sono rivelati particolarmente positivi tanto che, i vertici della Polizia Locale di Trieste, hanno deciso di avviare un percorso per l’inserimento ufficiale del Vice Istruttore e di Conan tra le fila della Polizia Locale triestina, processo che si è perfezionato lo scorso mese di maggio”, ha detto il Comandante.
Il vice commissario, Marco Degrassi ha sottolineato l’importanza del contrasto al microspaccio, “poiché da esso è spesso possibile risalire ai livelli superiori della catena dello spaccio, ottenendo risultati più consistenti sul piano investigativo”.
“La sola presenza di Conan nelle piazze di Trieste svolge un’importante funzione preventiva: già nel momento in cui scende dal furgone, rappresenta un deterrente concreto. Da questo punto di vista, si tratta di un significativo rafforzamento della sicurezza urbana, particolarmente apprezzato dai cittadini”.
“Non è un aspetto di poco conto poter contare quotidianamente sul contributo di un’unità cinofila, che consente una riduzione dei tempi di intervento e offre una maggiore certezza nel rinvenimento delle sostanze oggetto delle operazioni, aumentando complessivamente l’efficacia dell’azione di controllo”.
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