Due ore di musica sacra alla Vergine del Rosario

Domenica primo ottobre, alle 10.30, i cultori triestini della musica sacra potranno assistere all’esecuzione della Nicolaimesse per soli, coro e orchestra di F. J. Haydn, assieme ad alcuni mottetti...
Domenica primo ottobre, alle 10.30, i cultori triestini della musica sacra potranno assistere all’esecuzione della Nicolaimesse per soli, coro e orchestra di F. J. Haydn, assieme ad alcuni mottetti mozartiani tra cui il Laudate Dominum, il Sancta Maria Mater Dei e l’Exultate jubilate. L’evento durerà quasi due ore. Una matinée musicale? Assolutamente no. L’occasione è, semplicemente, la Santa Messa solenne per la festività del patrono della chiesa di Cittavecchia, la Madonna del Rosario.


Ma da quando nelle funzioni domenicali c’è così tanta musica? «Si tratta – spiega il direttore artistico Elia Macrì – di un’unicità tipica della chiesa del Rosario: riproporre i grandi capolavori musicali sacri all’interno della liturgia romana antica, cioè eseguendoli nel loro contesto originario. Solo in questa cornice possono calzare a pennello le messe in polifonia rinascimentale, i salmi e i vesperi barocchi, nonché le messe con orchestra. Il rito previsto dal Concilio Vaticano II prevede certamente l’ausilio della musica, ma molte parti della liturgia vengono “ridotte” e a seguito di tale operazione alcune tra le pagine più belle del repertorio musicale risultano improponibili. Si pensi al “Credo”, nonché ai salmi dell’officio del Vespero che la liturgia moderna ha ridotto da cinque a tre. Ma anche alle pagine più toccanti delle messe da Requiem. Come il “Dies irae” o il “Libera me”, per citare solo i più celebri». Tutto ciò invece a Trieste ancora sussiste, con grande professionalità e entusiasmo, proprio nella chiesa del Rosario, nella cui cantoria qualche anno fa è stato costruito un soppalco ligneo – una struttura del tutto rimovibile, che non ha intaccato nessun aspetto murario – in modo da consentire l’esecuzione dei grandi repertori per coro e orchestra. E così negli anni si sono succedute imponenti esecuzioni tra cui i capolavori bachiani “Oratorio di Natale”, “Messa in si minore”, “Magnificat”, “Johannespassion”, nonché i “Vesperi della Beata Vergine” di Monteverdi e Scarlatti e le messe di Mozart, Schubert, Haydn, senza tralasciare la polifonia di Palestrina, da Victoria, Gesualdo da Venosa e nemmeno il repertorio romantico a cappella di Mendelssohn, Bruckner, Rheinberger.


«Un repertorio sterminato e stupefacente – continua Macrì – che, grazie al vivo interesse e sostegno del parroco don Stefano Canonico, viene eseguito da un gruppo di giovani musicisti provenienti da tutto il Triveneto che oramai si sentono parte di un gruppo stabile. La cosa più bella è quella di far conoscere a chi non ne ha mai avuto la possibilità un patrimonio musicale enorme e legato al patrimonio artistico-musicale della Chiesa. Penso ai molti miei collaboratori che per la prima volta assieme a me hanno aperto una partitura come la Johannespassion o il Magnificat di Bach e che ora la padroneggiano alla perfezione. Penso ai rapporti professionali maturati tra le mura di questa chiesa e che ora sono in essere anche in altri contesti. Penso alle amicizie che grazie a tale iniziative si sono consolidate». Una realtà, spiega Macrì, può essere di aiuto sociale anche quando l’obiettivo è quello di far musica ad alto livello. «Troppo spesso – conclude il direttore – si pensa al “sociale” come al mero aiuto economico ai bisognosi. Ma cosa sarebbe la nostra società senza l’arte e la cultura che da sempre l’hanno contraddistinta? La chiesa del Rosario, per quel che può, è da sempre vicina ai meno abbienti, ma parallelamente aiuta la società promuovendo un’attività musicale dinamica e sana, gestita da giovani». Un proposito apprezzato da molti ospiti prestigiosi, dai membri della Casa d’Asburgo al cardinale Burke, da monsignor Guido Pozzo al vescovo Giampaolo Crepaldi.


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