Dukcevich, piano da 40 milioni Per il varo 60 giorni di tempo

La crisi Dukcevich ha imboccato il rettilineo finale con l’auspicio di una volata vincente, che avrebbe nel fondo Quattro R lo sprinter decisivo. Tra aumento di capitale e iniezione di liquidità l’intervento dell’investitore milanese, partecipato anche da azionisti istituzionali (Cassa depositi e prestiti, Inail, Inarcacassa, Cassa forense) ammonterà a una quarantina di milioni di euro.

Ieri mattina il giudice Riccardo Merluzzi ha presieduto l’udienza propedeutica alla fissazione di un termine, non superiore a 60 giorni, entro il quale i consulenti del gruppo alimentare stringeranno i tempi su piano industriale, manovra finanziaria, intesa con i creditori. Il termine dovrebbe essere reso noto a metà della prossima settimana.

Se sarà rispettato questo cronoprogramma di massima, prima della fine di agosto dovrebbe definirsi una vicenda iniziata negli ultimi giorni del dicembre 2018 con il clamoroso annuncio dei coniugi Sonia e Mario, che con un’inserzione a pagamento sul “Sole 24 ore” avevano rese pubbliche le difficoltà finanziarie aziendali.

Luglio e agosto saranno quindi determinanti per organizzare il rilancio del gruppo, che opera con sei siti produttivi nelle province di Trieste, Udine, Vicenza, Parma. Dukcevich-Kipre ha un presidio in ogni zona prosciuttiera “dop”: San Daniele, Sossano (berico-euganeo), Langhirano. L’obiettivo della consulenza legale e commerciale è quello di non cedere asset, evitando il cosiddetto “spezzatino” delle attività. Anche lo stabilimento di Trieste, ritenuto quello a più elevata criticità in quanto impegnato nel segmento commerciale meno redditizio (cotti, würstel), dovrebbe essere salvaguardato nel futuro assetto. Al momento la fabbrica, situata in zona industriale dove si trova anche il quartier generale del gruppo, è assistita da cassa integrazione per una settantina di addetti.

Si rammenta che dallo scorso 10 maggio Dukcevich è seguita da un nuovo pool di professionisti: Trieste “conferisce” l’avvocato Enrico Guglielmucci e il commercialista Matteo Montesano, da Milano intervengono Jacopo Rapisarda e Marco Vigna Taglianti.

Diverse questioni andranno affrontate nel prossimo bimestre. La crisi del gruppo ha rallentato l’approvazione dei bilanci 2018: l’esercizio 2017, che si era chiuso con un risultato positivo (1,3 milioni con un margine operativo di 7 mln), aveva comunque evidenziato una massa debitoria di 130 milioni (su un fatturato di 163 milioni), dovuta per più della metà alle banche e per la quota restante ai fornitori. È lapalissiano che la situazione relativa al 2018 non sarà certo migliorata.

Bisognerà inoltre capire, alla luce dell’ingresso di Quattro R, quale sarà la puntuale redistribuzione delle shares, perché il fondo avrà la maggioranza ma questa maggioranza - stando ai consulenti - non è stata ancora “pesata”. —

Magr



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