E dalle bacheche del museo spariscono i cimeli del Vate

Un quadro di un metro e venti per un metro con il “Dante Adriacus” e una lettera scritta da Gabriele D’Annunzio: sono alcuni degli oggetti spariti dal museo storico della Ginnastica Triestina negli ultimi mesi. Tutti beni che non hanno grande valore di mercato e soprattutto molto difficili da rivendere o da esporre.

Negli scorsi giorni sono state presentate anche delle denunce ai Carabinieri, che stanno cercando pure una targa in marmo di grandi dimensioni donata alla società sportiva dalla Simmenthal Milano in occasione del centenario dalla fondazione della Sgt.

A confermare i furti è Marco Frank, il curatore del museo, subentrato da marzo a Luciano Michelazzi scomparso lo scorso anno. «Confermo che sono sparite diverse cose - spiega Frank - tra cui una litografia risalente agli anni 20-30 con il cosiddetto “Dante Adriacus”, inventato e firmato da D’Annunzio, con il motto della società sportiva». Questo tipo di effigie era stata donata dal poeta a diverse realtà, sia sportive che amministrative. «Si tratta - spiega Frank - di un quadro di dimensioni importanti, quindi è difficile pensare che qualcuno possa essere uscito dalla Ginnastica in pieno giorno senza che nessuno se ne accorgesse».

Spetterà agli inquirenti capire se c’è un collegamento anche con il secondo furto ma, visto che il bersaglio è staata una lettera autografata da D’Annuncio, c’è il sospetto che ci possa essere un legame. «È un lungo testo di tre pagine - racconta Frank - scritto sulla carta da lettere con il sigillo di D’Annunzio e il motto della Sgt: Stricto gladio tenacius. In un terzo furto sono state portate vie tre targhe di marmo dal muro e donate in occasione del centenario della Sgt, una risalente al 1963 della Simmenthal Milano pesante circa 10-15 chili, quindi anche questa difficilmente può essere stata portata via in pieno giorno».

Il neo presidente Massimo Varrecchia si è detto rammaricato: «Avevo sentito dei furti e la cosa mi ha rattristato così come le condizioni in cui è stato lasciato il museo che, oltre alle coppe, contiene documenti e lettere storiche importanti. Ci sono delle denunce, anche perché in un caso c’è stata l’effrazione, l’auspicio è che chi ha rubato questi oggetti si ravveda e magari, anche in forma anonima, li riconsegni. Tenere nascosto questi furti non può fare bene ed era giusto renderlo pubblico». In effetti il museo in questi mesi è sottoposto a interventi di sistemazione: «Stiamo recuperando fondi - spiega il curatore - e speriamo di riuscire ad aprire entro l’estate anche se c’è ancora del lavoro da fare. Per quanto riguarda i furti, sembrano colpi furti mirati: resta da capire come possano essere rivenduti vista la loro riconoscibilità». —

A.P.

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