È morto Giorgio Milocco, il Friuli perde uno storico della Grande Guerra

Aveva 79 anni. Giornalista, scrittore e ricercatore, ha dedicato gran parte della sua attività alla memoria del Friuli e dei suoi protagonisti, con particolare attenzione alla Prima guerra mondiale

Francesca Artico

La cultura friulana è in lutto per la scomparsa di Giorgio Milocco, giornalista pubblicista, storico locale e scrittore. Aveva 79 anni.

Nel corso della sua lunga attività ha pubblicato numerosi saggi e articoli su riviste del Friuli Venezia Giulia, contribuendo a ricostruire e divulgare pagine della storia regionale. Una ricerca portata avanti soprattutto attraverso documenti, testimonianze e storie individuali, con una particolare attenzione alla Grande Guerra e alle vicende del territorio friulano.

Gli inizi nel giornalismo

Milocco aveva iniziato la sua attività giornalistica in giovane età, diventando corrispondente de Il Gazzettino di Venezia e de Il Piccolo di Trieste per i territori di Aquileia, Terzo e Fiumicello.

Il giornalismo era anche una dimensione familiare. Sotto la direzione del fratello maggiore Claudio, Giorgio e il fratello minore Daniele avevano dato vita a una vera e propria redazione sportiva, costruendo una rete di collaboratori e collegamenti capace di coprire diverse realtà dell'Italia settentrionale e meridionale.

Un'esperienza che contribuì a consolidare la sua passione per la ricerca e per la scrittura, che negli anni successivi si sarebbe concentrata sempre più sulla storia locale.

La Grande Guerra al centro delle sue ricerche

Tra gli ambiti ai quali Milocco ha dedicato maggiore attenzione c'è la Prima guerra mondiale.

Attraverso i suoi scritti ha contribuito a raccontare il conflitto partendo spesso dalle vicende delle persone e delle comunità friulane coinvolte. Una prospettiva che gli ha permesso di restituire un volto umano alla storia, andando oltre le grandi cronologie militari per cercare nomi, biografie e percorsi individuali.

La sua attività di ricerca ha riguardato anche i soldati friulani che combatterono nelle file dell'esercito austro-ungarico.

Il lavoro sui soldati friulani dell'Impero austro-ungarico

Uno degli aspetti più significativi della sua attività è stato il lavoro di ricerca sui cittadini del Friuli che parteciparono alla Prima guerra mondiale sotto le insegne degli Asburgo.

Attraverso le sue ricerche, Milocco contribuì a restituire nome e cognome a persone che rischiavano di rimanere soltanto numeri nelle statistiche del conflitto, ricostruendo le vicende di uomini morti sui diversi campi di battaglia europei.

Per questo lavoro, nel 2006, gli fu conferito il “Merit Furlan” a Rive d'Arcano. Sempre nell'ambito delle attività legate alla ricerca storica, attraverso l'Österreichischer Schwarzes di Vienna gli venne riconosciuto il merito del contributo dato alla ricostruzione delle identità di coloro che avevano partecipato alla guerra nelle file asburgiche.

Un lavoro che assume particolare valore perché ha consentito di trasformare elenchi e documenti militari in storie personali, restituendo identità a uomini appartenuti a una generazione travolta dalla guerra.

L'impegno per Aquileia

Importante anche il suo impegno nelle realtà culturali legate ad Aquileia.

Milocco ha ricoperto l'incarico di consigliere dell'associazione nazionale per Aquileia ed è stato tra i soci fondatori del gruppo archeologico aquileiese.

Ha inoltre fatto parte del direttivo dell'associazione Aquileia Nostra. Il suo coinvolgimento nell'associazione, secondo quanto ricordato, favorì anche l'ingresso della contessa Margherita Cassis Faraone, figura legata al sostegno delle attività culturali e alla valorizzazione del patrimonio di Aquileia.

Una vita tra ricerca, associazioni e memoria

La sua attività non si è limitata alla produzione di libri e saggi. Milocco ha collaborato nel tempo con diverse istituzioni e associazioni culturali del territorio, mettendo le proprie competenze a disposizione di iniziative dedicate alla storia friulana.

Tra le pubblicazioni alle quali ha collaborato c'è anche La Bassa, sulla quale ha firmato approfondimenti dedicati, tra gli altri temi, alla storia del Friuli durante la Grande Guerra.

Ha inoltre partecipato a numerosi progetti di ricerca, recupero della memoria e commemorazione storica promossi insieme alle amministrazioni locali.

Tra questi anche le iniziative dedicate a Farra d'Isonzo, dove ha contribuito alla ricostruzione delle vicende dei cittadini coinvolti nel primo conflitto mondiale.

Un patrimonio di memoria per il Friuli

Il tratto distintivo del lavoro di Milocco è stato quello di una ricerca storica profondamente legata al territorio.

Il suo Friuli non era soltanto quello dei grandi avvenimenti, ma soprattutto quello dei paesi, delle famiglie, dei soldati e delle persone comuni. Attraverso documenti e testimonianze ha cercato di riportare alla luce vicende che altrimenti sarebbero potute scomparire insieme alle generazioni che le avevano vissute.

Con la sua scomparsa il Friuli perde quindi non soltanto un giornalista e uno scrittore, ma anche un custode della memoria locale, capace per decenni di collegare ricerca storica, passione civile e divulgazione.

Riproduzione riservata © Il Piccolo