Elezioni a Gorizia. Romoli non rinnega: «Con la Lega vincerò»

Ettore Romoli non rinnega nulla. Il terremoto che ha scosso la Lega Nord nazionale e ha portato alle dimissioni «irrevocabili» di Bossi non ha scatenato nella sua testa ripensamenti riguardo all’alleanza fortissimamente voluta con il Carroccio. Anzi...
«Se valeva la pena di cambiare simbolo per allearsi con la Lega, visti gli sviluppi odierni? Certo che sì. Noi l’intesa l’abbiamo siglata con Ceretta, Ceccherini, Alberti, Tomani, Zotti i quali, mutande verdi a parte, sono tutte persone per bene che hanno collaborato con noi per cinque anni in maniera proficua». Specifica Romoli: «Il fatto che la famiglia Bossi abbia avuto questo problema dovuto probabilmente alla debolezza del leader non cambia i nostri rapporti con il Carroccio comunale che sono e continueranno ad essere ottimi. Vinceremo». Il candidato di centrodestra, da sempre attentissimo ai sondaggi, rileva che «le proiezioni più tragiche danno in diminuzione la Lega di due punti percentuali» e aggiunge che, per la campagna elettorale, utilizzerà personalmente «dai 10mila ai 15mila euro. Francamente, non so quanto mettono a disposizione i partiti della coalizione».
Scinde per bene il piano locale da quello nazionale anche il neocoordinatore provinciale Giulio Severo Tavella. Che è perfettamente concorde con l’analisi del primo cittadino. «È vero: la Lega, a livello nazionale, è nell’occhio del ciclone ma noi abbiamo costruito la coalizione con i rappresentanti locali del Carroccio. È stata cercata e voluta l’intesa perché, a livello locale, abbiamo lavorato benissimo con Ceretta e con gli altri rappresentanti di quel partito. Per questo, riteniamo che il sacrificio del nostro simbolo sia stato giusto. Forse, il terremoto che ha coinvolto Bossi farà perdere un po’ di fiducia all’elettorato della Lega ma, a Gorizia, non cambierà nulla». Insomma, sia Romoli che Tavella sono convinti che l’elettore goriziano saprà distinguere il piano nazionale da quello cittadino. Insomma: Ceretta non è Bossi.
Ma Rinaldo Roldo, che dice? Ricordiamo che aveva difeso a spada tratta il simbolo del Pdl e aveva chiesto di vedere accompagnato il suo nome dalla dicitura “Candidato Pdl” sulla scheda elettorale: scelta poi cassata dalla commissione circondariale. «Non mi interessa di entrare nelle vicende degli altri partiti. Sulla Lega non ho nulla da dire: semmai sono già contento che il partito aveva consentito di presentare il mio nome accompagnato da quella precisazione. Poi è subentrata una motivazione tecnica che non mi ha permesso di portare in fondo il progetto ma poco importa». Pare che tutti i malumori siano passati in un battibaleno. Potere della politica!
E in casa Lega, che si dice? Un po’ di imbarazzo c’è. «Sono molto dispiaciuto per le dimissioni di Bossi, mi auguro venga fatta chiarezza. Chi ha sbagliato - dice il segretario comunale Stefano Ceretta - paghi. Riguardo al piano locale, il nostro gruppo è sano. Abbiamo lavorato bene e continueremo a farlo. Per questa campagna elettorale avremo a disposizione dalla segreteria regionale dagli 8 ai 10mila euro e non so se gli utilizzeremo tutti». Ceretta viene messo alle strette. «Ma di fronte a queste terremoto, non ha pensato di abbandondare il partito?», gli chiediamo. «Non ne vedo il motivo. Credo che in tutte le altre forze politiche ci siano brave persone e altre meno buone».
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