Enti di ricerca, arriva una pioggia di 63 milioni

Il ministro Profumo firma il decreto: una “torta” che si divideranno Sincrotrone, Area e Ogs

di Matteo Unterweger

Un sospiro di sollievo da 63 milioni di euro complessivi. È quello che hanno tirato, ieri, i massimi vertici di Ogs - Istituto di oceanografia e di geofisica sperimentale, Sincrotrone e Consorzio per l’Area di ricerca scientifica e tecnologica, una volta appreso che il governo Monti, l’esecutivo dei tecnici, sulla ricerca i soldi ce li mette. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo ha infatti firmato ieri lo schema di decreto per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (Foe) finanziati dal Ministero: in tutto un miliardo, 794 milioni e 212.530 euro. Il solo 7% della cifra totale, la “porzione” cioè legata al merito, deve ancora essere assegnato.

Se una parte del denaro in arrivo alle tre realtà scientifiche triestine (Ogs e Area sono enti vigilati dal Miur mentre la Sincrotrone Trieste è una spa) era in qualche modo atteso, ci sono quote legate a specifici progetti che, alla luce delle evoluzioni sullo scenario economico e su quello politico nazionali, avrebbero anche potuto rischiare di essere messe da parte. Tolti i 125 milioni abbondanti della quota del 7% del finanziamento e altri 14 milioni di euro assegnati al Sincrotrone, sono stati distribuiti fra i dodici enti di ricerca “ministeriali” il miliardo 655 milioni e 114.653 euro rimanenti, tenendo conto degli impegni per la realizzazione dei Progetti Bandiera contenuti nel Programma nazionale della ricerca 2011-2013 e della programmazione dello stesso Pnr.

È di 33 milioni e 62.395 euro il supporto assicurato al Consorzio per l’Area di ricerca, di cui è presidente l’attuale ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Una situazione in fotocopia a quella di Profumo con il Cnr. E proprio Profumo ha firmato il decreto di riparto del Foe. Di questi 33 milioni abbondanti - fa sapere Area - in realtà 26 sono destinati alla Sincrotrone. «Oltre ai 14 milioni attesi - spiega il vicepresidente della Sincrotrone Trieste spa, Giovanni Comelli - in quanto parte del finanziamento ordinario che riceviamo ogni anno, ne sono arrivati degli altri per attività derivanti da accordi internazionali finalizzati alla realizzazione di infrastrutture di ricerca». Di progetti che coinvolgono anche altri Paesi e vedono designata per l’Italia la Sincrotrone ce ne sono cinque in piedi: da quello sul laser a elettroni liberi fino alla creazione della rete per le attività di nanotecnologie. Fra gli euro in entrata, «11 milioni - aggiunge Comelli - sono collegati a uno dei 14 Progetti Bandiera individuati dal Miur in Italia, cioè per la seconda fase dello sviluppo del laser a elettroni liberi Fermi@Elettra».

Esulta anche l’Ogs, dopo le difficoltà denunciate nel corso di quest’anno. Per l’Istituto sono stati stanziati 15 milioni e 985.093 euro. E la presidente Maria Cristina Pedicchio può pensare a un futuro più sereno: «Dunque, 11 milioni e mezzo sono il finanziamento ordinario. Due milioni riguardano la nave da esplorazione “Explora” - afferma –, uno il progetto Eurargo sulle osservazioni in siti marini e 500mila euro vanno a quello sulle strutture di calcolo che si sviluppa d’intesa con il Cineca. Inoltre, 880mila euro sono frutto del cosiddetto fondo di riequilibrio post-tagli». Una fetta della torta, quest’ultima, decisiva: «Così chiuderemo - conclude Pedicchio - il bilancio in pareggio».

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