La Comunità greco ortodossa a Trieste celebra il rito dell’Epifania, ma il freddo ferma il tuffo dal Molo Audace

La liturgia nella chiesa di San Nicolò è stata presieduta dal reverendissimo metropolita d’Italia ed esarca dell’Europa meridionale, Polykarpos Panagiotis Stavropoulos e dall’archimandrita e parroco della chiesa, padre Gregorio Miliaris

Ugo Salvini

Non c’è stato a mezzogiorno il tradizionale tuffo in mare dal molo Audace che caratterizza l’Epifania della comunità religiosa greco ortodossa di Trieste.

Le proibitive condizioni atmosferiche, con vento, freddo e nevischio, hanno indotto gli organizzatori della manifestazione a sospendere l’appuntamento per non mettere a rischio la salute dei volontari che si erano prenotati per recuperare dalle acque la croce lanciata, come prevede il rito. 

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Il programma comprendeva, come di consueto, anche la presenza del gruppo bandistico folkloristico “Refolo”, per l’accompagnamento musicale della processione dalla chiesa di san Nicola al molo. Ma il direttore, maestro Fabio Benolli, è stato subito avvisato della sospensione. In passato il rito si era svolto anche con pioggia e vento, ma stavolta le condizioni si sono rivelate decisamente proibitive.

Si è comunque rinnovata, nella chiesa di culto greco ortodosso dedicata a San Nicolò e alla santissima Trinità, di riva III Novembre, il rito dell’Epifania (Theofania), appuntamento di rilievo per la comunità greco ortodossa della città.

L’Epifania per i greco ortodossi coincide infatti la manifestazione di Dio ed è una delle feste religiose più grandi, in quanto celebra il Battesimo di Gesù nel Giordano e la manifestazione della Santissima Trinità. Alla celebrazione si aggiunge il rito della benedizione delle acque, quando il sacerdote getta una croce in mare o in un fiume e i fedeli si tuffano per recuperarla, ottenendo fortuna.

La liturgia nella chiesa di San Nicolò e della santissima Trinità è stata presieduta dal reverendissimo metropolita d’Italia ed esarca dell’Europa meridionale, Polykarpos Panagiotis Stavropoulos, concelebrante l’archimandrita e parroco della chiesa, padre Gregorio Miliaris. È poi seguita la benedizione dell’Acqua Santa, sempre all’interno della chiesa.

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