Escursionista triestino precipita e muore sullo Jôf di Montasio

Tragica fine di un escursionista triestino, Mario Gregori di 80 anni, morto ieri pomeriggio sul versante Sud dello Jof di Montasio per i traumi riportati dopo essere precipitato in un burrone per diverse decine di metri mentre scendeva il sentiero verso il rifugio Di Brazza, poco sopra l’altopiano delle malghe.
Gregori era in compagnia di altri due anziani appassionati di montagna che, ieri, approfittando della giornata con clima favorevole, avevano programmato una camminata fino alla Cima di Terra Rossa. Purtroppo, verso le 14, durante il ritorno in discesa, quando ormai mancavano solo alcuni “tornantini” del sentiero per raggiungere i ghiaioni, è accaduto l’imprevisto. L’uomo è probabilmente scivolato, ha perso l’equilibrio ed è caduto verso valle: dopo essere ruzzolato una decina di metri sull’erba ha compiuto un salto di roccia di una cinquantina di metri, rimanendo esanime. Ai suoi amici non è rimasto che chiedere aiuto al Soccorso alpino. Sul luogo sono giunte le squadre della guardia di finanza di Sella Nevea e del Cnsas di Cave del Predil. Grazie all'elicottero del 118, intervenuto con il tecnico del Soccorso alpino, è stato possibile calare l’equipe sanitaria ed al medico, purtroppo, è toccato constare l’avvenuto decesso.
Laborioso, poi, il recupero. L’avvicinarsi della sera ha indotto ad accelerare i tempi anche dell’ottenimento del nulla osta del magistrato per rimuovere il corpo. Ogni operazione è stata fatta in tempo utile e quando è arrivato il buio la salma era sul furgone delle pompe funebri per essere trasportata alla cella mortuaria del cimitero di Chiusaforte. Soltanto sabato scorso le cronache avevano dovuto raccontare della fine di un altro triestino sui monti friulani, il designer della vela Roberto Starkel, di 63 anni, morto vicino alla Creta del Timau in seguito a una dinamica analoga a quella che è costata la vita ieri a Gregori. Episodi che, stando agli esperti del Soccorso alpino, devono richiamare la massima attenzione degli appassionati di montagna che, invitati dalle belle giornate e soprattutto dall’assenza di neve in quota, salgono per sentieri che, comunque, d’inverno restano particolarmente insidiosi, potendo presentare anche dei tratti gelati.
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