Estateinsieme non stanca mai Punto di riferimento dal 1992



Era il 1992. Per iniziativa dell’allòra parroco don Mauro Belletti nacque, a Mossa, “Estateinsieme”. L’obiettivo? Dare la possibilità ai ragazzi di passare insieme, e in paese, un periodo delle proprie vacanze. Le Parrocchie, del resto, sono state sempre all’avanguardia in questo tipo di esperienze grazie alla disponibilità di tante persone che si mettono in gioco per mettere a frutto le loro competenze a favore dei giovani. Sono passati quasi trent’anni da quella prima edizione e il centro estivo di Mossa continua ad esistere, vivace e pulsante più che mai. L’altra sera, in un clima afoso, si è celebrata la festa conclusiva con i “saggi” dei bambini che hanno preso parte a tre settimane di Estateinsieme. Ed è stato un successo. «L’Estateinsieme – spiega don Moris Tonso – è indubbiamente uno degli appuntamenti più attesi dai bambini e ragazzi, dalle loro famiglie e dai giovani animatori della nostra comunità. Come dice il nome stesso, è un’occasione unica per stare anzitutto assieme all’ombra del campanile per crescere, per creare nuovi rapporti e relazioni e rafforzare quelli che già ci sono, Il centro estivo della Parrocchia di Mossa è anche il contesto in cui tutti coloro che vi partecipano possono scoprire e conoscere il Dio della festa, della gioia, dell’accoglienza: un Dio che non ci vuole soli ma in relazione e in amicizia con gli altri. E questa scoperta nasce a partire dai vari ingredienti che compongono l’Estateinsieme: animazione, musica, balli, giochi, laboratori, preghiera, uscite. Aspetto fondamentale è la storia che da filo conduttore alle varie giornate del centro estivo. Quest’anno, ad accompagnarci in questo percorso, c’era il film d’animazione “Oceania”». Ma Estateinsieme non si improvvisa ma si prepara. «Una preparazione – conclude il sacerdote – che dura diversi mesi e che vede coinvolti una quarantina di animatori della nostra comunità e di quella di Lucinico sotto la guida sapiente di fra Luigi affiancato da Mariangela e Lorena. Aloro, anzitutto, il mio sentito grazie». –



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