Ex caserma austroungarica ancora in pieno abbandono dopo il crollo di 10 anni fa

RONCHI DEI LEGIONARI. Era il febbraio del 2009 quando è avvenuto il crollo durante la notte, all’incrocio tra via 24 Maggio e via San Vito. Ad essere interessata parte di un edificio disabitato ormai da anni e che nel secolo scorso era stata una caserma della finanza austroungarica.
In pochi secondi si è staccato l’angolo della casa, fortunatamente senza alcuna conseguenza per le persone, ma con gravi disagi per la viabilità e per l’erogazione dell’energia elettrica. Era quasi l’una del mattino quando una pattuglia dei Carabinieri della stazione cittadina, in normale servizio di pattugliamento, si era accorta del fumo che si stava sprigionando dallo sfaldamento delle pareti esterne dell’edificio. Sulla strada era caduta anche parte della grondaia, mentre un cavo dell’energia elettrica era rimasto sospeso nel vuoto. Immediatamente i carabinieri avevano avvisato i Vigili del Fuoco, i tecnici dell’Enel e quelli dell’Iris che nel cuore della notte avevano staccato i fili della corrente elettrica che alimentano l’illuminazione pubblica nell’intero rione di San Vito.
Da allora, e sono trascorsi ormai dieci anni, tutto è rimasto come allora. Nel più totale abbandono e degrado. La proprietà, allora, aveva ottemperato all’ordinanza notificata dalla Polizia locale, con la quale si davano cinque giorni di tempo per mettere in sicurezza la zona, evitando quindi ulteriori crolli che avrebbero potuto creare danni alle persone o alla cose, oltreché sensibili disagi. Ma da allora niente più. E nemmeno ci sono più transenne ad evidenziare lo stato di pericolo e di abbandono totale.
Ci si è dimenticati di questo pezzo di storia, ma ci si è anche dimenticati che certi ruderi andrebbero messi in sicurezza. Alcuni anni orsono la zona era finita all’asta ed anche l’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari vi aveva partecipato con l’intenzione di realizzare al posto della caserma una piazzetta per dare nuovi spazi al rione di San Vito. Un’operazione che non era andata a buon fine, visto che era stata una società di cui non si conosce il nome ad aggiudicarsi l’asta. Società che non è più intervenuta. Nessuno ci ha più messo mano da allora. Non per riedificare, ma nemmeno per transennare l’area come sarebbe giusto fare in queste occasioni. Per evitare, poi, che qualcuno entri e, magari, si faccia del male. La caserma della finanza austroungarica aveva funzionato sino alla fine della prima guerra mondiale, poi era diventata casa di civile abitazione, poi abbandonata ad una fine ingloriosa e purtroppo costante per molte abitazioni del passato che, invece di essere ristrutturate, sono state lasciate in balia di loro stesse e, quindi, di potenziali crolli puntualmente avvenuti. Come quello del febbraio 2009 e come ne sono avvenuti altri nel corso degli anni e che hanno fatto sparite tanti pezzetti di storia che non torneranno mai e del quale ci si dimenticherà per sempre. —
Lu. Pe.
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