Ferriera, a Roma il confronto sull’Accordo di programma

La riscrittura dell’intesa al centro dell’incontro odierno dopo il lavoro dei tecnici Ribadita dalla proprietà la necessità di un «sostegno economico dal pubblico»



Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e Siderurgica Triestina accelerano sulla riscrittura dell’Accordo di programma (Adp) relativo alla riconversione della Ferriera di Servola. Rappresentanti del governo, della Regione, del Comune, dell’Autorità portuale e dell’azienda si ritroveranno stamani al Mise per aprire il confronto sulla bozza di Accordo apprestata in queste settimane dai tavoli tecnici e i cui contenuti poggiano al momento soprattutto sul nuovo business plan preparato dal gruppo Arvedi. Se ne discuterà a Roma, proprio nel giorno in cui i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto manifesteranno sotto la sede del Mise.

Siderurgica Triestina ha depositato nei giorni scorsi istanza formale di revisione dell’Adp stretto da ministero dell’Ambiente, Mise, Regione e Autorità portuale nel novembre 2014. Quel testo delineava i compiti della società e delle istituzioni pubbliche dopo il passaggio della proprietà da Lucchini-Severstal ad Arvedi, quando al centro furono poste le bonifiche e la copertura dei parchi minerali. Il nuovo Adp partirà dalla constatazione del cambio di scenario, depennando dunque la prevista realizzazione dei capannoni a copertura dei cumuli di carbon fossile e polvere di metallo necessari fino a questo momento per la produzione di ghisa. Con la chiusura di cokeria, agglomerato, altoforno e macchina a colare le coperture non saranno infatti più necessarie.

Nella cosiddetta istanza di novazione dell’Adp, Siderurgica Triestina ha ribadito ancora una volta che la richiesta di dismissione dell’area a caldo è stata avanzata dalla Regione e richiamato il riconoscimento formale da parte dell’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro dei grandi passi avanti registrati sul fronte della riduzione dell’impatto dello stabilimento a livello di inquinamento atmosferico e messa in sicurezza dei terreni. La proprietà ribadisce inoltre la necessità di ricevere «adeguato sostegno economico da parte pubblica» e proprio questo sarà uno dei nodi da sciogliere all’incontro di oggi.

A margine della messa organizzata ieri in azienda a ricordo del manager Francesco Rosato, Scoccimaro ha sottolineato che «oggi dopo il lavoro prima sotto traccia e poi pubblico, siamo giunti all’imminente chiusura di un ramo dello stabilimento, quello impattante dal punto di vista ambientale, ma anche all’inizio di un percorso che porterà quell’area a essere un polo logistico di massimo rilievo per tutto il Paese. Ora senza fretta, nel rispetto degli impegni presi dalla giunta Fedriga e dal ministero dello Sviluppo economico, bisogna predisporre una modifica dell’Accordo di programma che verte sulla bonifica dell’area e riunire tutti i portatori d’interesse al tavolo, al fine di salvaguardare i posti di lavoro e investire sul futuro della città».

Siderurgica ha intanto invitato i sindacati nazionali e provinciali a un incontro nel pomeriggio, dopo la conclusione del vertice al Mise. L’azienda intende infatti avviare il confronto sulle ricadute occupazionali dell’Adp, valutando la gestione dei lavoratori nei prossimi anni, l’accesso alla cassa integrazione, gli interventi sui singoli reparti e gli esiti della riqualificazione. L’assenza di alcune segreterie nazionali ha costretto tuttavia al rinvio di un appuntamento, che ha creato i malumori di Fiom e Fim.

In un volantino affisso in fabbrica, le due sigle specificano di aver ricevuto la convocazione soltanto il 5 dicembre, evidenziando che l’incontro con i sindacati si sarebbe dovuto tenere a Trieste e non a Roma. Fiom e Fim confermano però la disponibilità al dialogo nei tempi e nelle sedi opportuni, sottolineando «l’importanza della condivisione da parte dei lavoratori di un piano industriale con al centro l’aspetto occupazionale oltre alla prospettiva industriale a medio-lungo termine».

Diversa la posizione della Uilm, disponibile all’incontro romano. Per il sindacato, «l’azienda sta proseguendo velocemente verso un percorso di dismissione dell’area caldo: non possiamo restare a guardare l’evolversi degli eventi senza entrare nel merito della discussione, si rischierebbe di cominciare una trattativa quando ormai potrebbe essere troppo tardi per portare a casa tutte quelle garanzie di cui hanno bisogno i lavoratori della Ferriera». —



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