Festa a Sant’Ignazio per salutare le suore

L’avventura della scuola dell’infanzia “Nostra Signora” di via Santa Chiara si chiuderà il 30 giugno, ma le suore e le maestre saluteranno la città domani mattina alle 10 al termine della messa in programma nella chiea di Sant’Ignazio. All’appuntamento, oltre alle famiglie degli ultimi alunni, sono invitati tutti gli ex alunni e negli anni sono stati davvero tantissimi i bambini che sono passati dalle aule di via Santa Chiara.
Anche se il momento sarà inevitabilmente triste, il clima vuole essere di festa. «Le suore hanno fornito un servizio educativo importante per la città e si meritano il nostro grazie», hanno sottolineato di recente Elena e Sara, le due maestre della scuola.
La chiusura era annunciata. A mancare sono sia le risorse umane, sia quelle economiche: crisi delle vocazioni da una parte e mancati contributi pubblici dall’altra hanno spinto la congregazione religiosa fondata nel 1833, in Baviera, dalla beata madre Teresa Gesù a prendere la decisione più sofferta. Il percorso di chiusura è iniziato un paio d’anni fa quando è apparso chiaro che il bilancio era irrimediabilmente in rosso. Le entrate delle rette non permettono di coprire le spese per i pasti e per le utenze e a queste spese si devono aggiungere gli stipendi delle due maestre laiche. Il paradosso è che i bambini non mancano. Il valore culturale ed educativo dell’istituzione è riconosciuto da parte delle famiglie goriziane e i genitori avrebbero voluto continuare a inscrivere i propri figli nella scuola cattolica di Nostra Signora, ma su invito della madre provinciale le suore hanno bloccato le nuove iscrizioni già lo scorso anno, così le presenze si sono quasi dimezzate e i bambini sono passati da 54 a 30.
«Non abbiamo mai avuto problemi di iscrizioni, ma non volevamo prendere in giro le famiglie», ha ricordato suor Lucia. Delle eccezioni sono state fatte, ma si è trattato appunto soltanto di eccezioni: quest’anno sono stati presi solamente un paio di bambini, ma perché i fratelli più grandi erano già iscritti e non si volevano creare disagi ai genitori.
Dal primo luglio lo stabile di via Santa Chiara rimarrà praticamente vuoto. «Noi però non ce ne andiamo», sottolineano le religiose, marcando di fatto una differenza rispetto alle Orsoline, che dopo aver chiuso la scuola, lo scorso anno hanno lasciato Gorizia. (s.b.)
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