Festa del 25 aprile, il sindaco di Trieste Dipiazza: «Non esiste alcuna giustificazione per nessun tipo di dittatura»

Fedriga, Signoriello e Dipiazza in Risiera (Foto Silvano)
Fedriga, Signoriello e Dipiazza in Risiera (Foto Silvano)

TRIESTE. Ecco il discorso del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza recitato nella Risiera di San Sabba durante la cerimonia per la Festa della Liberazione oggi 25 aprile.

Non esistono cose buone dinanzi alle barbarie che si sono compiute durante la seconda guerra mondiale e non esiste alcuna giustificazione per nessun tipo di dittatura.

Libertà, Pace, Democrazia hanno rappresentato e rappresentano le fondamenta della civiltà italiana ed europea e sono stati i valori della Resistenza in un periodo storico caratterizzato da differenti e sofferte storie personali e di comunità.

Il 25 aprile del 1945, con la liberazione del Paese dal Governo fascista e dall’occupazione nazista, segnò la fine del conflitto anche se la nostra Trieste ha dovuto attendere più tempo per tornare ad avere un proprio equilibrio istituzionale.

A me per primo, alle persone qui presenti e soprattutto alle nuove generazioni, ricordo e onoro tutti i caduti per la liberazione della nostra Patria. La resistenza è patrimonio della Nazione tutta, non di una fazione.

In questo monumento nazionale della Risiera, come in tutti gli altri luoghi scelti in Italia per celebrare questa giornata, si partecipa liberamente senza che ci sia nessuno, tantomeno sindaci, titolati ad elargire inviti perché questa è la festa di un intero Paese che, unito, ha saputo cacciare l’invasore.

Nel 2020, quando questa cerimonia è stata chiusa al pubblico a causa della lotta che tutti noi stavamo affrontando contro il Covid, lessi un messaggio congiunto di tutti i Sindaci presenti che in un suo passaggio recitava “da questo giorno, grazie alla resistenza ed alle tante sofferte storie personali e di comunità è nata un’Italia migliore e grazie a questa nuova resistenza di popolo riusciremo nuovamente a vincere il nemico comune ed a rinascere migliori sia individualmente che come comunità”. Ebbene, come appena pochi anni fa siamo rimasti uniti ed abbiamo vinto, oggi dobbiamo continuare ad essere vigili e uniti perché nel mondo c’è chi ha già deliberatamente aggredito e chi sta minacciando di voler aggredire ed annientare i cardini su cui si basa la nostra Democrazia che sono le Libertà e la Pace.

I valori della resistenza non devono diventare una fotografia in bianco e nero di un preciso periodo storico, utilizzato da alcuni solo per continuare a dividere, ma devono animare il nostro sentire ed illuminare le nostre decisioni contro ogni regime totalitario e contro chiunque voglia attentare oggi, come ieri, ai nostri principi democratici.

Viva le libertà

Viva la Costituzione

Viva la Repubblica Italiana.

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