Festa della Lega: offerto asilo politico a Trieste Libera

Il segretario Roberti: «È una battaglia che condividiamo». Il deputato Fedriga frena: «C’è il rischio di una nuova Lpt»
Pagnacco 27 maggio 2012.Congresso della Lega Nord presso l'auditorium delle scuole medie..Piasente vince le elezioni..Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Ferraro Simone
Pagnacco 27 maggio 2012.Congresso della Lega Nord presso l'auditorium delle scuole medie..Piasente vince le elezioni..Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Ferraro Simone

«Sarebbe bellissimo. Un sogno fantastico». L’utopia del Tlt (Territorio libero di Trieste) strega anche la Lega Nord di Trieste. E quasi spiace al Carroccio locale, in profonda crisi di identità, che il copyright sia nella mani del Movimento Trieste Libera che, come dice il giovane segretario provinciale Pierpaolo Roberti, «sta spopolando trasversalmente». Tutta invidia. Il problema è che per realizzare il Tlt serva «una certa massa critica da creare con il resto del Nord, all’interno del quale ritagliare per Trieste un’autonomia particolare visto il suo stato». In realtà Trieste Libera non vuole fare massa critica con nessuno e piuttosto spinge per una secessione dal Nord per un postino sotto l’ombrello dell’Onu. Di questo, comunque, si parlerà liberamente (in omaggio allo status del Territorio) sabato prossimo, alle 18, alla festa provinciale del Carroccio che si terrà per il terzo anno consecutivo sulle Rive di Trieste, all’interno del piazzale Straulino.

La Lega Nord, insomma, offre asilo politico al movimento Trieste Libera aprendo quel dibattito sul Territorio Libero di Trieste che il Consiglio comunale ha rigettato come non pertinente. «Noi siamo un partito autonomista e quindi simpatizziamo per ogni movimento di questo tipo. Per questo per questa festa provinciale abbiamo pensato di chiamare anche loro» spiega Roberti che già a fine luglio aveva saluto con entusiamo la novità politica: «Ben venga il Movimento Trieste Libera e qualunque altra realtà che si impegni a favore di una sensibilizzazione sul tema dell’assegnazione di più poteri al nostro territorio». E loro, ricambiando la cortesia, manderanno un semplice “osservatore” delegato dal movimento. «Non si sarà nessuno del direttivo di Trieste Libera - ammette Roberti -. Non vogliono esporsi con la stampa». Al dibattito sul Territorio libero sono state invitate tutte le forze politiche. Ci sarà l’esponente del Pdl Paolo Rovis che aveva chiesto il dibattito in Consiglio comunale e qualcuno del Pd che, avendo in corso la festa provinciale Opicina, non ha ancora deciso chi mandare. Il senatore Francesco Russo, inviato volontario all’assemblea di Trieste Libera a Muggia, potrebbe rappresentare la scelta giusta.

La Lega Nord non ha dubbi nel riconoscere nel Movimento Trieste le battaglie giuste ed è pronta a lavorare assieme a loro (loro forse un po’ meno). Quello che non condivide solo i metodi. «L’autonomia non si ottiene solo con le carte bollate in tribunale - dice Roberti -. Bisogna pensare al consenso popolare, a misurarsi con esso e a presentarsi alle elezioni». Il Tlt resta il sogno comune. «Se l’indipendenza totale è cento, noi lottiamo per arrivare comunque a un risultato. Magari alla fine sarà cinquanta. Non diciamo o tutto o niente. Puntiamo all’indipendenza, se poi non ci riusciamo puntiamo al massimo di autonomia per il Nord, il Fvg e Trieste». Non è proprio un punto di incontro, ma questo è il terreno della politica. Il Tlt, si sa, non riconosce la sovranità italiana, quindi non accetta nessuna soluzione intermedia. «Non siamo contrari a Trieste staccata dall’italia. Solo lo riteniamo un obiettivo difficilmente raggiungibile. E quindi lottiamo anche per altro» spiega il segretario della Lega, Trieste amministrata da un governatore nominato dall’Onu? «Se mi dicessero domani che è possibile, sarei felicissimo».

Il realismo ormai abita la Lega Nord ridotta ai minimi termini. «Sono bravi ad organizzare eventi e manifestazioni. Ed anche a comunicare. La mia preoccupazione è che sia una nuova Lista per Trieste, Il rischio è chi si torni a parlare per altri trent’anni di illusioni da dare ai triestini» dice il deputato in carriera Massimiliano Fedriga. «Sono battaglie che adoriamo come Lega, ma dobbiamo portare avanti qualcosa che sia fattibile». E il Territorio libero di Trieste? «A me piace moltissimo come proposta, conclude Fedriga -, ma c’è il rischio che non si ottenga niente». Anche sognare non costa niente.

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