Fiamme e fumo in via Costalunga Evacuati in 50 da un palazzo Ater

Incendio all’ultimo piano al civico 1. Non ci sono feriti né intossicati. La pista della sigaretta dimenticata
Lasorte Trieste 01/07/20 - Via Costalunga, Incendio, Vigili del Fuoco
Lasorte Trieste 01/07/20 - Via Costalunga, Incendio, Vigili del Fuoco



Fiamme, fumo e paura. È ora di pranzo, attorno all’una e mezza, quando scatta l’allarme al civico 1 di via Costalunga, un caseggiato Ater inaugurato cinque anni fa. I Vigili del fuoco, intervenuti nel giro di pochi minuti con camion e autobotti, riescono a evacuare l’edificio in poco tempo: anziani, mamme con i bimbi in braccio, papà, disabili in carrozzina, ragazzini. Sono una cinquantina, in strada e con lo sguardo verso su, a tentare di capire cosa sta accadendo nel palazzo in cui abitano.

Lo capiranno pochi istanti dopo vedendo un giovane sui 20 anni che si aggira nervosamente, agitandosi davanti alla madre in lacrime: una stanza del loro appartamento, all’ultimo piano, il sesto, si è incendiata. Quel fumo e quelle fiamme provenivano dalla camera da letto di quel ventenne.

Ma il fuoco ha intaccato anche il tetto, seppur parzialmente, e un alloggio accanto. «Non so come sia successo», urla il ragazzo alla madre. «Non so... forse ho dimenticato una sigaretta accesa». Lei si accuccia a terra e piange. Poi inveisce contro un’inquilina, per poco non arrivano alle mani.

Quando si sono innescate le fiamme, nell’alloggio non c’era nessuno. Sia il ragazzo che la mamma erano fuori. «Sono ritornato a casa, ho visto tutto quel fumo – racconta – e poi sono scappato dai vicini. Mi ero allontanato da circa un paio d’ore credo». Sarà infatti uno degli inquilini del condominio a chiamare i soccorsi.

I residenti fuori assistono alla scena della madre e del ragazzo che litigano. E commentano: «Qui tutti sappiamo che in quella casa ci sono problemi di droga... siamo già andati varie volte alla Polizia a riferire che nella loro abitazione c’è un giro strano. Un viavai a tutte le ore. Per non parlare dell’odore di marijuana, anche questo abbiamo raccontato alla Polizia». Chi ascolta annuisce: «Sì è vero, qui tutti ne sono a conoscenza».

Le operazioni per spegnere il rogo e mettere in piena sicurezza l’appartamento durano circa un’ora e mezza. I pompieri sono sul posto con vari uomini: la prima squadra con l’autoscala e l’autobotte della sede centrale, e poi i rinforzi di Muggia.

Per domare le fiamme i Vigili del fuoco utilizzano il naspo ad alta pressione (una manichetta con tubazioni semi rigide, ndr). Ma, vista la coltre di fumo nero e bianco che ha invaso completamente il palazzo, risultano necessari anche gli autorespiratori. Sono intervenuti anche i sanitari del 118 e la Polizia. Nessun ferito né intossicati, fortunatamente.

Le cause sono da accertare. Ma da due testimonianze si può intuire cosa potrebbe essere accaduto. La prima è la frase che il ragazzo della camera incendiata si è lasciato sfuggire parlando con un condomino del palazzo: «Forse ho dimenticato la sigaretta accesa... non so», così ha detto.

Una sigaretta, dunque? Può darsi. La seconda è il racconto di un vicino. «L’incendio è scoppiato all’una e mezza circa – spiega – ma era già da più di un’ora che sentivamo odore di carta bruciata. Pensavamo fosse qualcuno con la legna in giardino... qualcuno che abita da queste parti. Poi però abbiamo visto il fumo e le fiamme dalla finestra accanto. Quando abbiamo aperto la porta per scappare, nel pianerottolo non si vedeva più nulla e non si respirava».

I condomini sono stati fatti rientrare in casa nel corso del pomeriggio. L’appartamento colpito dalle fiamme resta invece inagibile. Non si esclude l’avvio di un’indagine.—





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