Fiamme in acciaieria: venti operai intossicati

Sette portati all’ospedale. Un fumo denso prodotto dalla combustione di zolfo si è sviluppa alla Nunki Steel.



Fiamme, fumo e paura nella notte tra giovedì e ieri a San Giorgio di Nogaro dove, intorno alle 24, è scoppiato un incendio alla Nunki Steel di via Enrico Fermi dove erano in corso operazioni di manutenzione. Il fuoco, secondo le prime verifiche effettuate dal personale dell’azienda, è stato scatenato dal taglio (con fiamma) di una bobina metallica.

Si è poi sviluppata una tale quantità di fumo che ha invaso anche la vicina azienda Marcegaglia Plates. In tutto sono state una ventina le persone controllate dal 118 che, nel frattempo, aveva raggiunto gli stabilimenti siderurgici con più ambulanze.

Di queste persone, sette sono poi state accompagnate in ospedale per accertamenti. Nessuna di loro era in gravi condizioni, tanto che quasi tutte sono state dimesse nel corso della giornata, dopo alcune ore di osservazione.

E gli operatori di Nunki Steel, come ha sottolineato il direttore Natalino Moro, non sono stati interessati da intossicazione.

Imponente lo spiegamento di forze da parte dei soccorritori. Sul posto al lavoro i vigili del fuoco giunti da Udine, Cervignano e Codroipo, non solo con le autompompe, ma anche con mezzi speciali, in particolare per l’aspirazione del fumo.

I pompieri sono stati impegnati fino alle cinque del mattino per mettere in sicurezza le aree interessate dal fuoco e dal fumo. Sul posto anche il funzionario di turno, il perito Valmore Venturini. Delle venti persone controllate dai sanitari, tredici, come detto, non hanno avuto bisogno di cure ospedaliere, mentre due sono state accompagnate al San Polo di Monfalcone, due al pronto soccorso di Latisana e, infine, tre a Jalmicco di Palmanova.

Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco e dei carabinieri (sul posto i militari della Compagnia di Latisana guidati dal maggiore Nicola Guercia), alla Nunki Steel – che produce acciai in grado di fare fronte alle esigenze dei principali settori industriali e ha il suo core business nella produzione di lingotti – la produzione era ferma, infatti tutto il personale, come hanno spiegato anche gli stessi responsabili dello stabilimento, è in ferie già da qualche giorno. Erano però all’opera due uomini che stavano effettuando operazioni di manutenzione. Ad un certo punto, sempre stando ai primi elementi raccolti da pompieri e investigatori, ha preso fuoco una bobina metallica contenente zolfo, un additivo solitamente utilizzato per agevolare le procedure di fusione.

Si tratta di una sostanza irritante per le vie respiratorie. Il fumo che si è sviluppato è stato tanto e, anche a causa delle direzione in cui stava soffiando il vento in quei momenti, la “nube” si è diffuso anche nello stabilimento adiacente, quello della Marcegaglia, appunto. In passato, infatti, il complesso di via Fermi era unitario e, successivamente, le proprietà sono state divise.

Oggi sono separate da un muro, ma sono comunque vicinissime. —



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