Caso Fincantieri, Fedriga si prepara a convocare sindaco e ad a Palazzo
Già nei prossimi giorni, forse, l’incontro promosso con l’obiettivo di far ripartire il dialogo: nessuna indagine sul video del presunto caso di estorsione in cantiere

di Tiziana Carpinelli – Da inibitore a mediatore è un lampo. E se non proprio un lampo, comunque questione breve, brevissima, di appena 24 ore.
Il governatore Massimiliano Fedriga, il primo a imprimere l’alt al fuoco leghista su Fincantieri (ma in realtà bipartisan, a livello comunale) è ora l’uomo-chiave che potrebbe convocare nei prossimi giorni le parti, cioè azienda e Comune, per tentare una distensione dei toni, fattisi altissimi, mai così acuti nell’ultima decade. Roba da spaccare i timpani.
Nel documento si indicava la necessità che il gruppo navalmeccanico adottasse un "nuovo modello produttivo", con una serie di specifiche e dettagli.
Una decisione, quella della amministrazione di centrodestra di Monfalcone duramente criticate dall'a.d. di Fincantieri Pierroberto Folgiero, con una lettera pubblicata su Il Piccolo.
Rapporti sul crinale che hanno spinto l’ad Pierroberto Folgiero a scrivere interamente di suo pugno una lettera aperta alla città, colpito soprattutto dai veleni, quegli accenni a presunti fenomeni «mafiosi» di sfruttamento del lavoro nel subappalto della navalmeccanica alimentati perfino negli atti in Consiglio comunale, ma non solo. Parole assiduamente seguite nella maratona di sei ore in Aula, via streaming lunedì,dagli addetti ai lavori della Spa.
l governatore dunque sarebbe intenzionato a compiere un intervento di mediazione tra le parti dopo i forti attriti,scaturiti dalla mozione trasversale, approvata all’unanimità dei 21 presenti.
Un fatto eccezionale, per la politica locale e per Monfalcone. Dove dal 2016, vale a dire da quando la Rocca si è tinta di verde Padania, volano glistraccitra destraesinistra. E l’azienda? Fonti vicine a chi maneggia il dossier spiegano che la volontà di aprire un dialogo, pubblicamente manifestata agli sgoccioli di settembre in occasione della consegna della nave Star princess, resta in piedi.
Certo, c’è da aspettarsi che il gruppo mantenga il punto dopo il caso mediatico, se non altro perché – fatto questo certo – non esiste un “invito ufficiale” a sedersi al tavolo, al di là delle dichiarazioni stampa rese ieri dal sindaco Luca Fasan. Mera questione di etichetta? No, in certi ambienti la forma è sostanza. Al fatto che non ci sia avversione a riannodare i fili del discorso, del resto,contribuiscono anche questioni pratiche da risolvere. Magari minori rispetto al grande tema della responsabilità sociale o delle ricadute sultessutourbano,ma non affatto di secondaria importanza. Per esempio il capitolo della deroga all’impatto acustico, cioè alle emissione di rumori, nelle lavorazioni notturne a Panzano. Un passaggio che si supponeva ampiamente acquisito, superato con l’avvallo autorizzativo dell’ente. E invece no. Salta fuori, infatti, che il permesso ancora non c’è. Ieri l’ultimo giorno per esaminare lapraticaefornireunarisposta:ilsindaco chiuso in conclave coi tecnicidelComune. Viene ritenuto infatti, e lo spiega Fasan all’ora di pranzo,che«gli interventi necessari proprio all’allestimento delle grandi gru» chiamate a realizzare le maxi navi, col passaggio da 175 mila a 226 mila tonnellate (le stesse di cui la città teme l’impatto, per il possibile ulteriore arrivo di manovalanza straniera in un perimetro dove oltre il 30% della popolazione non è italiano d’origine), «potrebbero creare problemi di non poco conto»
Cioè?«Ho svolto coi tecnici dei sopralluoghi nell’area coinvolta dagli impatti acustici – chiarisce – e interpellando un paio di residenti del rione Enel con le case dirimpettaie all’area di lavorazione, nell’ultimo tratto del canale, è emerso che già così al mattino, col normale sottofondo di attività e scorrimento del traffico, il rumore si avverte nitidamente. Figuriamoci dalle 22 alle 6, ovvero di notte, per tre mesi di fila. Un disagio, perché qui non ci sono barriere fonoassorbenti».Si apprende però, sempre dalla citata fonte vicina al dossier, che il cantiere risulta completamente insonorizzato. Fasan ha tuttavia richiesto un ultimo confronto tecnico ieri sera in municipio. Si capirà nelle prossime ore la piega della vicenda. Non secondario, infine, l’aspetto della denuncia sugli asseriti fenomeni distorsivi presenti nel subappalto a trazione bengalese
Nuovamente saliti alla ribalta della cronaca col video-testimonianza diffuso da Anna Cisint sempre nel corso dell’assise di lunedì. Un filmato che, l’ha detto la stessa leghista, «non è stato distribuito a nessuno» (l’hanno visto solo i consiglieri e quanti hanno seguito i lavori via streaming), ma sarà oggetto di un’«audizione della Commissione antimafia», dove l’ex sindaca sarà ascoltata. Ebbene qualcuno, banalmente un consigliere, si è rivolto nelle sue funzioni di pubblico ufficiale, per esempio,al Commissariato di Polizia per denunciare la situazione appresa?«Non mi risulta»,replica il primo dirigente Stefano Simonelli.
Non una parola di più. Neppure dalla Procura, dove comunque,se anche fosse (mera ipotesi) aperto un fascicolo, non vi sarebbe alcun interesse a far eventualmente trapelare qualcosa, dato il segreto istruttorio.È tuttavia un fatto, pure questo, che nessuno abbia chiesto a Cisint quel video: lo conferma lei stessa. Tradotto:nons’èmossonulla. Perora
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