Fincantieri, a Monfalcone la giornata del disgelo: «Trovare un punto d’incontro»
Fedriga, Rosolen, Rizzetto e Dreosto al Safetyday dell’azienda dopo le tensioni con il Comune. Il presidente: «Grande disponibilità». Folgiero: «Il management è un potenziale forte alleato della città»

Colpo d’occhio sulla prima fila per capire cosa c’è davvero in ballo, al Safety day di Fincantieri, all’officina navale 279 di Monfalcone: la ricucitura dei rapporti con la grande fabbrica che macina il Pil del Friuli Venezia Giulia, dopo la drastica cesura col Comune.
Seduta ad applaudire si osserva infatti la triplice governativa composta dal presidente Massimiliano Fedriga, dall’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen e dal presidente della XI Commissione lavoro alla Camera Walter Rizzetto. Presenza politica di peso, ad attestare la “missione di Panzano”. Che trova conferma nelle parole di Fedriga: «C’è un’interlocuzione in corso, principalmente tra azienda e Comune. Noi stiamo cercando di addivenire a una soluzione: mi sembra una grande disponibilità e anche l’evento odierno va nella direzione di trovare un punto d’incontro, fondamentale pure per noi. Cioè quello di valorizzare un campione internazionale, Fincantieri, e insieme rafforzare il rapporto col territorio». «Mi sembra – così Fedriga – che anche da parte di Fincantieri ci sia non solo consapevolezza, ma altresì l’intenzione di portare avanti relazioni importanti».
Nel momento stampa che precede l’iniziativa, un «punto nave sulla sicurezza» per la prima volta aperto al pubblico e in futuro itinerante negli altri stabilimenti (ma la prima è non a caso qui, nel più grande sito d’Europa), l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero è netto con chi pone la domanda scottante.
Spontanea dopo le considerazioni del sindaco Luca Fasan sulle nazionalità da assumere in cantiere, in seguito alla buona notizia delle commesse fino al 2039. Come interpreta, lui, le rivendicazioni dell’amministrazione, tra contrazione della filiera dell’indotto e occupazione che si vorrebbe più autoctona, meno straniera?
«Stiamo lavorando con grandissima attenzione e portando ottimi risultati per rafforzare la catena di fornitura – risponde l’ad –. Questo nel precedente piano industriale e ancor più nell’ultimo, con l’accorpamento di ditte per avere interlocutori sempre più strutturati. Da tempo stiamo lavorando per ridurre al minimo i subappalti, sappiamo che il sindaco lo chiede: può star tranquillo perché lo stiamo già facendo da tre anni. Non ci sono bacchette magiche e i bioritmi dell’industria pesante non sono quelli politici».
Quanto ai rapporti tesi con il Comune, dopo la mozione unitaria del Consiglio a novembre e il giorno dopo la sua lettera di sfogo alla città, «non ci sono punti di rottura, noi portiamo avanti un’attività molto importante e abbiamo una sensibilità per gli impatti sociali di quanto facciamo: questo management team è un potenziale ottimo alleato di Monfalcone».
«Non ci tireremo mai indietro nell’intraprendere tutte le azioni che sono fattibili, quelle infattibili non le faremo», ribadisce Folgiero. Nella coincidenza non fortuita della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro l’ad riporta gli sforzi aziendali: «Nel triennio abbiamo intrapreso un percorso che ci ha portati a dimezzare gli incidenti mediamente in tutti i cantieri». La fatalità è sempre dietro l’angolo, ma si guarda a «nuova tecnologia e processi».
Sulla necessità di riannodare il filo dei rapporti Rizzetto (FdI) ribadisce l’esigenza di «cercare e trovare un sano equilibrio tra le cose: ritengo che tutti si stiano impegnando in tal senso». Il segretario regionale della Lega Marco Dreosto conviene: «Sviluppo e territorio possono essere il filo conduttore del rapporto che si sta consolidando tra l’azienda e Monfalcone». Coglie un «segno importante»: «La ricerca di un giusto equilibrio tra sviluppo d’impresa e persone». E Fasan annuncia che «a brevissimo si risentirà con l’azienda», dopo questo passo distensivo.
Nella giornata odierna, che di fatto s’è concessa il “lusso”, in un ambiente industriale di tali dimensioni, permeato da ineludibili pressioni su consegne e produzioni, di fermare per due ore il lavoro, trattenere le figure apicali, tecnici e centinaia di maestranze nell’officina, il messaggio che Fincantieri ha voluto dare è stato sull’importanza strategica di perseguire la sicurezza come pilastro fondante del proprio modello. Perché, dice Luciano Sale, direttore risorse umane, «significa investire su persone, competenze e comportamenti». «La sicurezza è un valore che si costruisce ogni giorno».
Al Safety day sono intervenuti il presidente Biagio Mazzotta, la responsabile della Comunicazione strategica Lorenza Pigozzi, il direttore Cristiano Bazzara e il vicepresidente di Hse Carlo Briziarelli. Tra gli ospiti Sara Merigo (Istituto Piepoli), Stefania Benedetti, formatrice e vicepresidente di Anmil Pro che ha esposto la toccante esperienza di vittima di infortunio e il filosofo Vito Mancuso.
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