Firme riesumate e patti politici, dal Mercato coperto una scossa in città

TRIESTE. Un ufficio postale all’interno del Mercato coperto. Il progetto, che quasi 20 anni fa si avvicinò all’avvio dei lavori, riemerge a seguito del riaccendersi del dibattito sulla storica struttura di via Carducci. E nel frattempo Futura apre a un tavolo con Punto Franco, finalizzato a ridisegnare le sorti dell’edificio di via Carducci. La civica di Franco Bandelli ribadisce inoltre la proposta già anticipata in autunno: trasformare il sito nel tempio delle eccellenze enogastronomiche del territorio, sul modello del Mercato coperto di Madrid.
A ricordare l’ipotesi dell’ufficio postale è Ezio Babuder, all’epoca direttore delle Poste di Trieste, oggi in quiescenza: «Ci fu un ricco scambio di corrispondenza fra noi e il sindaco Roberto Dipiazza, perché avevamo ricevuto esplicite richieste in tal senso, sia da parte degli operatori del Mercato stesso, sia da parte dei cittadini che lo frequentavano, molto numerosi allora».
Della volontà popolare di chiedere l’apertura di un ufficio postale all’interno del Mercato coperto si era fatto portavoce Mario Cernigoi, che in quegli anni gestiva la macelleria situata nella zona vicina all’ingresso che guarda verso largo Barriera. «Si raccolsero circa 700 firme – precisa il consigliere comunale Salvatore Porro, in carica già in quegli anni – e ricordo che, assieme all’allora collega consigliere regionale Paris Lippi, scrivemmo sia al sindaco sia al direttore delle Poste Babuder, sottolineando l’utilità del progetto».
«Arrivammo anche al sopralluogo sul posto – rammenta Babuder – per verificare le condizioni dell’area in cui l’ufficio si sarebbe dovuto realizzare, ipotizzando collegamenti e logistica. Del resto l’utilità del progetto, vista la posizione centrale del Mercato, era evidente a tutti».
Alla fine però non se me fece nulla. «Da Roma – riprende l’ex direttore delle Poste di Trieste – il permesso per iniziare non arrivava mai e, quando chiesi chiarimenti in merito, mi fu risposto che si stava valutando l’opportunità di aprire in via Carducci, visto che erano già in funzione gli uffici di via Pascoli e via Marconi, non molto distanti. Dopo un’ulteriore attesa – conclude Babuder – fu chiaro che non c’era la volontà e che non era il caso di insistere. In realtà un netto no non arrivò mai, ma era quella la prassi: senza un preciso sì al via del progetto, l’idea era stata accantonata».
Intanto il dibattito politico continua a macinare novità. Ieri mattina al Mercato coperto si è svolta appunto la conferenza stampa della civica che candida a sindaco Bandelli. Era presente tra il pubblico pure il candidato in pectore del centrosinistra Francesco Russo. Il coordinatore provinciale di Futura Michele Sacellini ha sottolineato la «trasversalità nell’opporsi all’ipotesi grande distribuzione».
«Il presupposto è che il Mercato sta già funzionando», ha affermato l’ingegner Francesco Cervesi: «Al piano terra devono rimanere le bancarelle, e quello di sopra deve diventare un attrattore turistico, una fiera espositiva delle eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia. Sul terrazzo? Organizzazione di eventi, ad esempio, sul modello di Triestestate: per fare ciò non servono investimenti né costi di gestione milionari». «Una decina di ristoratori triestini mi ha già manifestato la disponibilità», ha specificato a questo proposito Bandelli: «Sì anche a chioschi con cibo di Austria, Slovenia e area balcanica. Temi come Mercato coperto o Piscina terapeutica non possono essere ideologici, ma devono chiamare a raccolta tutte le forze che vogliono il rilancio della comunità, quindi ringrazio Russo per la presenza, e Adesso Trieste per aver lanciato la petizione online».
Rispetto a una possibile alleanza, a margine Bandelli ha risposto che «non nasce oggi la convergenza sulla difesa dei beni cittadini bisfrattati: se Russo sta alle nostre proposte, porte aperte, così come a eventuali altri». Il candidato sindaco ha inoltre ipotizzato la creazione di un tavolo trasversale con esperti di Futura, Punto Franco e Adesso Trieste allo scopo specifico di progettare il domani del Mercato coperto.
«Ho partecipato sia alle iniziative di Adesso Trieste che di Futura perché vanno nella direzione che indico», il commento di Russo: «In questi mesi tra Mercato, Villa Necker e Piscina terapeutica si saranno raccolte 20 mila firme contro gli indirizzi della giunta guidata da Roberto Dipiazza. La voglia di cambiamento arriva sia da destra che da sinistra».
Riccardo Laterza continua invece a tirare dritto: «Le soluzioni calate dall’alto da gruppi di esperti non hanno funzionato negli ultimi 20 anni. Al contrario Adesso Trieste, nella sua riprogettazione partecipata, coinvolgerà le oltre seimila persone che hanno firmato la petizione, i commercianti, le associazioni». «Siamo dalla parte dei cittadini – affermano infine in una nota Alessandra Richetti ed Elena Danielis, rispettivamente candidata sindaco e capogruppo in aula del M5s – che protestano dopo le frasi del sindaco Dipiazza».
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