Flauto, cetra e tamburo per l’incontro tra le fedi al centro islamico

“Lo glorificano i sette cieli e la terra e tutti gli esseri e non c’è cosa alcuna che non canti le Sue lodi: solo che voi non comprendete le loro parole di lode”, recita un versetto coranico. Ieri nel centro culturale islamico di via Maiolica si è tenuto il settimo appuntamento di “Culto musica 2018”, cioè il ciclo di concerti nei luoghi di culto delle diverse fedi religiose organizzato dal Comune assieme all’associazione Amici della gioventù musicale, in collaborazione con la Regione e con il contributo della Fondazione CRTrieste.
Prima dell’inizio del concerto, la comunità buddista di Trieste ha donato all’iman Nader Akkad una “katah” arancione, ovvero un simbolo di comunione spirituale. In apertura è stato eseguito il canto del richiamo del Muezzin e la cantillazione di alcuni “Ayat” (versetti) del Sacro Corano da parte del Qari Benfeddoul Abderrahim della comunità islamica di Gorizia. «La musica nell’Islam nasce dal canto che sentiamo nella chiamata del muezzin alla preghiera e nella lettura del Corano. Infatti, tutto il Corano è strutturato come un canto continuo. Poi questo canto lo si sente anche nei momenti come la nascita di un figlio o nelle feste di matrimonio», ha spiegato l’iman Akkad.
In seguito, “L’Ensemble Marâghî” composta da Giovanni De Zorzi (flauto ney), Stefano Albarello (liuto a manico corto ûd, cetra su tavola pizzicata qanûn) e Fabio Tricomi (tamburo a calice zarb) ha eseguito una serie di brani dal repertorio della musica sufi ottomana. Una musica non religiosa ma profondamente spirituale con la finalità di portare all’estasi e che in effetti ha visibilmente coinvolto molti dei presenti. Per il direttore De Zorzi, docente di Etnomusicologia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, è stata la prima volta nel corso della sua lunga carriera in cui ha potuto suonare all’interno di una moschea.
«La musica in generale è una pratica rispetto alla quale la religione islamica ha spesso tenuto le distanze perché ritenuta troppo sensuale – ha spiegato De Zorzi – e questa di oggi è stata veramente un’eccezione». Il prossimo appuntamento del ciclo “Culto musica 2018” sarà dedicato alla musica ebraica e si terrà domenica 18 novembre alle 18 nella sinagoga di piazza Giotti. —
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