Folla per l’addio a don Regeni una vita spesa per la Chiesa
SAN GIORGIO DI NOGARO. «Una vita per la Chiesa fondata su una fede profonda. Ma anche segnata dal sacrificio non solo nell’ultima, pesante malattia ma anche da tante altre prove fisiche e morali che hanno accompagnato la sua esistenza. Quanto gli siano costate possiamo solo intuirlo conoscendo la sua acuta intelligenza e la sua delicata sensibilità d’animo che è stata messa alla prova in tanti momenti della sua vita. Ora lo raccomandiamo al Padre davanti al quale don Luigi giunge ricco della sua fede, della sua carità di pastore e della sua sofferenza purificatrice». Così Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, ha ricordato don Gigi Regeni, collaboratore pastorale di San Giorgio di Nogaro e cappellano nella locale casa di riposo, deceduto sabato all’ospedale di Palmanova, durante la cerimonia funebre del sacerdote. Una cerimonia concelebrata anche dal vescovo emerito, monsignor Pietro Brollo, e da una quarantina di sacerdoti provenienti da tutto il Friuli. All’arrivo della salma, tra la commozione dei già tanti fedeli presenti, si è subito formata una coda di persone arrivate da ogni dove che hanno voluto dargli l’ultimo saluto e una stretta di mano ai famigliari. Presenti anche i sindaci della Forania con la fascia tricolore e i labari della città. C’era anche una piccola delegazione degli ospiti della casa di riposo nella quale per tanti anni don Gigi era stato padre spirituale.
«Nei lunghi dialoghi che ho avuto con lui durante il tempo dell’ultima malattia - ha ricordato il vescovo - mi ha colpito la grande dignità con cui affrontava la pesante prova e più ancora la fede profonda che mi ha confidato e da cui traeva serenità. Ed è per fare questo ultimo dono a don Luigi che ci siamo mossi dalle nostre case e ci siamo riuniti qui in chiesa per partecipare alle esequie. Era un animo delicato e generoso. Anche le sofferenze patite avevano reso il suo cuore attento alle persone, in particolare alle persone deboli e bisognose». Al termine della cerimonia un accorato ricordo della presidente della casa di riposo Chiabà, Daniela Corso. Sono seguiti ringraziamenti del fratello Nevio, anche a nome dell’altro fratello Luciano, «per i tanti angeli custodi che gli sono stati accanto nella malattia», in particolare monsignor Igino Schiff. È seguita l’accoglienza a Marano per l’ultimo saluto della sua città natale dove sono state celebrate le solenni esequie in rito patriarchino, presiedute da monsignor Schiff. Quindi la tumulazione nella tomba dei sacerdoti del locale cimitero.
Francesca Artico
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