Fontane di “ minerale” Via alla sperimentazione a Trieste

Scatta l’iter per la posa di una prima “casetta dell’acqua”: la gente potrà rifornirsi, portando la bottiglia da casa, sia di naturale (gratis) che di gassata (a basso costo)

Sta per sbarcare anche qui, dopo averlo già fatto tanto in alcune metropoli (come Milano e Torino) quanto in diverse città ben più piccole (in Emilia, in Lombardia e anche nel vicino Friuli), la prima “casetta dell’acqua”.

Altro non è che una fontana pubblica vestita da distributore d’acqua potabile, dove i cittadini potranno rifornirsi portandosi da casa la loro bella bottiglia vuota. Rifornirsi in forma gratuita - così almeno dovrebbe prevedere la sperimentazione meditata politicamente dal Comune, nella persona dell’assessore all’ambiente Umberto Laureni, e resa tecnicamente possibile dalla divisione Acqua e gas di AcegasAps retta dall’ingegnere Enrico Altran - dal dispenser della “naturale”. Perché non ci sarà solo quello. Da un altro rubinetto uscirà in effetti pure la “gassata”, addizionata seduta stante di anidride carbonica. Che invece sarà a pagamento. Previo gettone o tessera prepagata, questo si vedrà, come si vedrà dove installare il primo modello e entro quanto tempo (ma non ce dovrebbe volercene poi tanto). Di sicuro sarà low cost. A prezzo di costo. Giusto il costo della manutenzione dell’intera “casetta”.

Pare fatto apposta, insomma, ma si può presumere non lo sia - in quanto l’iniziativa solleticava le corde ambientaliste dell’amministrazione Cosolini (e pure di quella Nesladek a Muggia) già da tempo - certo è che a Trieste si torna a parlare del “bene pubblico” acqua in termini positivi, dopo un filotto di notizie nerissime. Il tubone scoppiato una domenica sotto via dell’Istria che aveva lasciato a secco centinaia di famiglie, il guasto al serbatoio di Chiadino che ne aveva poi costrette altrettante a bollire ciò che usciva dal rubinetto di casa e l’acqua salata all’ospedale di Cattinara vengono così superate dalla cosiddetta “acqua del sindaco”.

Una novità povera di dettagli, al momento. Un qualcosa di più preciso dovrebbe cominciare a maturare dal prossimo venerdì, in occasione di una seduta della Sesta commissione del Consiglio comunale, competente in materia ambientale, convocata dal presidente Mario Ravalico. All’ordine del giorno c’è il «periodico aggiornamento sulle questioni ambientali, relazionate proprio dall’assessore Laureni», come premette lo stesso Ravalico prima di confermare appunto che, oltre che di temi nerissimi (la Ferriera) e burocratici (l’ufficio di orientamento al risparmio energetico), in quella sede di parlerà anche e soprattutto di «casette dell’acqua». Che sono un affare ambientale (limitano il consumo di acqua imbottigliata nella plastica usa e getta, benché la pubblicità per la differenziata pro-riciclo sia martellante) con riflessi sociali (poter risparmiare un po’ su un bene di prima necessità, di questi tempi, a moltissimi triestini non guasta) e financo turistici. Fabio Omero, il collega di Laureni delegato sia ai rapporti con AcegasAps che al turismo, già a suo tempo si era appassionato alle fontanelle d’acqua gassata viste altrove, «molto apprezzate non solo dai residenti ma anche dai visitatori di passaggio».

Venerdì Laureni dovrebbe informare sull’iter del bando per la fornitura in via sperimentale di una prima “casetta” da allacciare alla rete Acegas. Il costo di un distributore varia dai 20 ai 50mila euro ed è in grado di erogare al caso - spiega Altran - un’acqua di rubinetto con un minore sapore di cloro, effetto di una differente procedura di raffreddamento.

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