Fratelli d’Italia: «Gli edili sloveni paghino l’Iva qui»

I patrioti vogliono così impedire la concorrenza sleale «favorita da imprese straniere che godono di fiscalità più basse e di costi del lavoro ridotti»
Lasorte Trieste 31/10/07 - Lavori Stadio Grezar
Lasorte Trieste 31/10/07 - Lavori Stadio Grezar



Basta con la concorrenza sleale, attuata nel mondo dell’edilizia locale dalle imprese slovene «che possono mettere in campo una fiscalità più bassa e costi del lavoro ridotti. Iniziamo con controlli seri e una politica di difesa delle aziende italiane». È molto netta la presa di posizione di Fratelli d’Italia su un tema di grande attualità a Trieste, dove la crisi economica si è abbattuta sul comparto dell’edilizia in maniera particolarmente pesante. «Abbiamo circa 3 mila imprese attive nel settore – ha detto ieri il coordinatore provinciale, Claudio Giacomelli – ma questo numero da qualche tempo ha iniziato a scendere, al ritmo di quasi il 10 per cento l’anno, soprattutto perché le imprese locali non riescono a tenere il passo di quelle slovene, in quanto vessate da una fiscalità più pressante».

La proposta presentata da FdI è stata descritta dal parlamentare Walter Rizzetto: «Chiediamo che l’Iva sia versata sempre in Italia quando l’immobile sul quale si lavora è situato in Italia – ha precisato – indipendentemente dalla nazionalità dell’impresa e del suo titolare. Ovviamente questo implica che i controlli dovranno essere molto severi al riguardo». «In sostanza – ha aggiunto Giacomelli – vogliamo che diventi necessario per le imprese slovene avere un rappresentante italiano che si assuma la responsabilità di versare l’Iva e di ottemperare a tutte le incombenze di natura fiscale in Italia. Non possiamo tollerare – ha proseguito il coordinatore provinciale di Fdi – che il settore edile continui a perdere pezzi. Ne va dell’intero tessuto economico cittadino».

Sia Rizzetto sia Giacomelli hanno confermato che «le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico sono legittime per tutti, ma la concorrenza sleale fa cancellata». —



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