Freddo da lupi, mercoledì forse la neve

di Corrado Barbacini
Freddo da lupi sul Carso e anche in città, anzi gelo siberiano. La settimana che comincia oggi avrà queste caratteristiche. Ma mercoledì o giovedì potrebbe addirittura nevicare in città.
Quella del “freddo da lupi”, non è certo una battuta. Dice Stefano Filacorda, ricercatore dell’Università di Udine, considerato uno dei massimi esperti a livello regionale dei lupi. «Qualche giorno fa sono stato contattato da un tecnico della Forestale slovena che mi ha segnalato la presenza di un branco sul monte Cocusso a pochi metri dal confine. Al momento non ho avuto alcun riscontro della segnalazione, ma ritengo possa essere credibile». La conferma indiretta arriva dalla Forestale. Dice un sottufficiale che chiede di non rivelare il suo nome: «Poche settimane fa ci sono pervenute alcune segnalazioni di un lupo nella zona del confine. Qualche giorno fa alcuni ciclisti hanno riferito di aver visto delle tracce di lupi. Ma è praticamente impossibile essere sicuri che si sia trattato proprio di questi animali».
Al momento è un mistero. Perché l’unico elemento certo, a parte le segnalazioni, è il fatto che, come spiegano alla Forestale, «non ci sono stati nè danni, nè aggressioni riscontrate ad altri aninali».
Ma c’è un precedente di un mese fa dimostrato con un rilevatore satellitare “Gps”. È successo prima di Natale. Era stato “seguito” un animale “collarato” che a lungo ha vagato nella zona di Grozzana dopo essere giunto dal monte Cocusso. Nel corso del monitoraggio effettuato dagli esperti sloveni di «Slowolf» è emerso che il lupo aveva vagato per diversi giorni superando il confine italiano e arrivando proprio nei pressi dell’abitato. Poi, dopo alcuni giorni di sosta, ha proseguito verso nord rientrando in Slovenia e da lì arrivando fino in Carinzia. Attualmente si trova nel Salisburghese.
E ora con l’arrivo del grande freddo, soprattutto nel Carso, il pericolo della presenza di lupi affamati rischia di diventare sempre più concreto. Il meteo, come detto, infatti non lascia ben sperare. «Da ieri (ndr, sabato) la temperatura si è progressivamente abbassata. E così continuerà per tutta la settimana. Da domani le massime sfioreranno lo zero», dice Arturo Puccillo, meteorologo dell’Osmer Arpa. Spiega: «Si tratta di aria polare proveniente dalla Gran Bretagna che alimenta una depressione profonda». Poi aggiunge: «Ma potrebbero anche aprirsi altri scenari che lasciano prevedere anche precipitazioni nevose a bassa quota e sulla costa. In questo caso, tra mercoledì e giovedì potrebbe anche arrivare la neve. Una massa di aria gelida di origine siberiana tenderà a interessare l’Europa centrale appunto già a partire da metà della settimana».
Ieri intanto ha soffiato la Bora in modo sempre più intenso. La raffica massima ha sfiorato la veocità di 101 chilomeri all’ora attorno, a mezzogiorno sul molo Fratelli Bandiera.
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